Il fascino discreto dei Barbaresco di Bruno Rocca

Un uomo con una coperta sulle spalle sonnecchia su una poltrona. Intorno a lui le vasche di fermentazione ribollono mestamente, mentre le stufette elettriche vibrano con il compito di mantenere una temperatura costante nel gelido inverno delle Langhe.

L’uomo è Bruno Rocca e i ricordi sono quelli di sua figlia Luisa.

Questa è la storia di chi il vino lo fa per passione. Raccontata in una serata all’ Enoclub di Milano da Luisa che, insieme al fratello, è entrata a far parte dell’azienda dal 2006.

Bruno deve sfidare il parere dei genitori reduci dal dopo guerra. Meglio un guadagno sicuro dalla vendita delle uve che l’incertezza di un prodotto che nasce diverso ogni anno. Lui però crede nella vigna e affianca il suo lavoro nel marketing alla Ferrero a quello di vignaiolo. Del padre però fa suo l’insegnamento di investire sulla terra di qualità “la fatica sarà la stessa, ma il risultato no”.

Nasce cosi questa piccola azienda nel cuore di Barbaresco, di 15 ettari coltivati per il 70% a Nebbiolo. Improntata a una “viticoltura genuina”,  le etichette ufficiali a loro non piacciono, per dire che tutti i procedimenti in vigna vengono svolti nel massimo rispetto della stessa e dei suoi frutti.

Fralù” Langhe DOC Nebbiolo, 2015, 100% Nebbiolo

Dalle vigne più giovani un nebbiolo rosso rubino con riflessi granati tipicamente scarico, aromi di fiori e frutta rossa di bosco. In bocca caldo, dal tannino vellutato, fresco e persistente nei profumi. Matura 8-12 mesi in barrique di rovere francese.

Barbaresco DOCG, 2014, 100% Nebbiolo

Figlio ben riuscito di un’annata sfortunata. Nasce da un assemblaggio di vini di uve di diversi appezzamenti. Il colore si evolve in un granato intenso per rivelarsi al naso con rimandi di frutta nera, erbe officinali, spezie. In bocca l’entrata è potente con buona acidità ma è il tannino a prevalere.

Barbaresco DOCG, 2010, 100% Nebbiolo

Quell’anno la neve ha consentito l’accumulo di risorse idriche e un’estate torrida ha indotto una vendemmia anticipata. Nel bicchiere il granato diventa mattonato con profumi di frutta nera matura, note balsamiche e spezie dolci. Struttura e potenza alcolica al palato con tannino ben presente e minore acidità. Lunghissima persistenza.

Rabaja” Barbaresco DOCG, 2014, 100% Nebbiolo

Atteso “Crù” da vigne di 50-60 anni che sorgono su terreni argilloso-tufacei con marne e calcare. Si traducono in grande potenza e un tipico finale di liquirizia. Al naso frutta nera macerata, menta, pepe e spezie dolci, tabacco. Dai tannini morbidi e buona freschezza con finale abbastanza persistente. Fa presagire un interessante invecchiamento.

Quello che colpisce è il comune denominatore di finezza, eleganza ed equilibrio dei 4 assaggi, anche quelli più “giovani” non eccedono mai con caratteristiche troppo spigolose.

Ode a una terra nobile che non ostenta le sue ricchezze, lasciando che i suoi prodotti parlino per lei.

Ode a chi con passione e dedizione questa terra la coltiva trasmettendone i valori a quelli che verranno.

Bevo per scrivere… o scrivo per bere?

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