Un pizzo di etichetta!

Capita quel giorno in cui c’è una bottiglia su un tavolino ad una esposizione e quello che ti colpisce è la sua etichetta. Non l’azienda produttrice, non l’uvaggio, non il nome: ma l’etichetta.

E‘ il caso di “Edda lei”, un Salento Bianco Igt della Cantina San Marzano.

Etichetta bianca, quasi candida, incollata su di una bottiglia dal vetro verde scurissimo quasi nero. Al centro il nome del vino, ricamato in oro e argento, tutto intorno pizzo, quel pizzo che solo le donne di una volta sapevano fare. Elegantissima questa etichetta che vuole essere un omaggio alle laboriose mani delle nostre donne del Sud. E l’immagine corre alle bianche case del Salento davanti alle quali siedono le donne vestite di nero: chiacchierano e intanto tessono finissimi pizzi, pronti per corredi di figlie e nipoti.

Vengo quasi attratta da questa bottiglia e me ne faccio servire un assaggio, prima ancora di saperne la storia, prima ancora di saperne l’uvaggio.

Laura me lo presenta. Un Salento Bianco Igt: Chardonnay, Fiano Minutolo, Moscatello Selvatico e Passulara che affinano per circa quatto mesi in barriques.

Nel bicchiere vedo  un vino giallo paglierino con riflessi dorati che sprigiona eleganti profumi floreali, frutta dalla polpa bianca e vaniglia. Al palato troviamo tutta la sua armoniosità e opulenza, preludio di un grande vino capace di mantenersi intatto nel tempo.

Un vino “ricamato” da sapienti mani, un vino difficile da dimenticare, un vino elegante, proprio come la sua etichetta.

Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva,
si gusta, si sorseggia e… se ne parla.

Edoardo VII (1841 – 1910)

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