Fornovo centro dei Vini di Vignaioli

Me lo aveva consigliato Alessandra, la mia insegnante del corso WSET.

Secondo lei l’unica manifestazione che valeva la pena di visitare era “Vini di Vignaioli”. Fornovo non è propriamente dietro l’angolo ma ci smuove la voglia di vedere qualche cosa di diverso dal solito. Si parte, nonostante la pioggia, pesante e incessante per tutto il giorno.

Si arriva poco dopo l’orario di apertura e già si nota un’atmosfera diversa dalle classiche degustazioni presenti nella città metropolitana. Come fosse una sagra di paese, che poi sagra lo è perché i suoi partecipanti, espositori e degustatori, appartengono a quella schiera di “enoappassionati” così diversi dagli “enofighetti” da cui provengo. Milano è così, produce troppi “enosnob” per un mondo genuino come quello dei vignaioli.

Ci tuffiamo allora nella realtà rurale e contadina, con un allegria insolita e ricerchiamo qualcosa di interessante. Ci sono ben 170 espositori a proporci le loro produzioni!

Come da manuale, le prime degustazioni interessano le “bollicine”. La prima tappa ci vede al banco di Ca’ del Vent, azienda lombarda, per un metodo classico del 2014, una cuveè di Cabernet e Merlot con il primo vitigno dominante.

Una sorprendente amabilità e delicatezza caratterizza questo nettare tanto da non credere che possa essere uno Chardonnay, solitamente proprietario di spiccata acidità.

Successivamente arriva il più conosciuto “blanc de blanc”, “Sogno” annata 2013. Delicato e raffinato ma non riesce a convincere il mio palato come la precedente degustazione.

Poi arriva il turno di 1701 Franciacorta, dove assaggiamo il 1701 Brut e il 1701 Rosè. Complice la mia debolezza sul Pinot Nero, mi inebria con il suo profumo e con il corpo molto strutturato.

Passiamo ai bianchi e grazie a Valentina vengo a conoscenza di una realtà ligure meritevole di menzione per il suo Vermentino. La azienda Selva Dolce ci accoglie con il suo proprietario il quale, con poche ed efficaci parole, ci dice ciò che ognuno vorrebbe sempre sentire: il vino buono è quello piace a noi. Ed il suo Vermentino è veramente un vino buono. Secco, sapido, profumato e persistente. Il mio primo acquisto è questa bottiglia.

Successivamente ricerchiamo vini bianchi con una più complessa struttura. Radikon ad esempio. La sua ribolla gialla è veramente notevole. Piena di corpo, sapore, sapidità e aromaticità. Una vera chicca per noi. Un vino da cui non ti staccheresti mai.

Ma ci sono altri protagonisti in questa fiera del naturale e dei vignaioli.

E continuiamo nel nostro percorso fatto di bianchi. Molti buoni, ma non tutti dimostrano qualità capaci di meravigliare il nostro palato. A mezzogiorno ci consoliamo con un cotechino nostrano di una bontà direi quasi antica tanto era puro il suo sapore.

Nel post pranzo passiamo ai rossi. Andrea mi dice che c’e il suo amico Davide Bentivegna, il creatore di Etnella. Quale migliore occasione per un saluto. Diverse degustazioni, ma “Notti Stellate”, un blend di  Nerello Mascalese  e Nerello Cappuccio, è quello che mi conquista di più. Ed è il mio secondo acquisto di giornata.

Per ricambiare il favore, Andrea mi concede la degustazione di un  Sangiovese, che lui proprio non adora. Scegliamo di degustrare i vini della Fattoria Castellina. La scelta si dimostra azzeccata: la giovane proprietaria Elisabetta mi descrive con grande trasporto tutto il suo amore per i suoi vini, ma non ne avrebbe neanche bisogno. Il suo “Terra e Cielo” è vino di grande struttura che riesce a farmi strabuzzare le papille gustative. E anche quelle di Andrea, che forse comincia a ricredersi sul Sangiovese. La terza bottiglia acquistata è la sua.

Si continua imperterriti sulle degustazioni dei rossi quando Andrea vede un altra cantina siciliana, la “Dos Tierras“. Pierpaolo, il proprietario assieme a Beatriz, ci illustra la sua scelta aziendale di puntare su un vitigno tipicamente spagnolo, il Tempranillo,  Il risultato è notevolissimo in quanto il prodotto ha una buona struttura ed è morbido nonostante la tannicità tipica del vitigno. L’ultima bottiglia presa è questa.

Ci piacerebbe continuare nelle degustazioni ma la stanchezza comincia a farsi sentire ed il pensiero di affrontare la lunga strada del ritorno ci fa desistere dal farlo. Chiudiamo cosi la nostra esperienza con i vini di vignaioli. Peccato per lo spazio esiguo tra gli espositori ma per il resto è stata sicuramente una bella manifestazione. Che ritroveremo volentieri a Piacenza.

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