Tanti auguri ed un anno ProFondo!

Tempo di Natale, tempo di brindisi: Champagne, Prosecco, Franciacorta, Alta Langa o Trento Doc? C’è solo l’imbarazzo della scelta e le enoteche in questo periodo fanno a gara nell’offrire prodotti importanti, il che spesso significa anche costosi.

E io potevo esentarmi dall’andare incontro al nuovo anno con un bicchiere di spumante in mano?

Assolutamente no, e l’ho fatto con qualcosa di molto particolare: un prosecco rifermentato in bottiglia! Del resto dagli amici de Il Secco si è soliti bere in modo insolito.

Ecco che quindi mi sono fatta servire un calice di “Prosecco doc ProFondo metodo col fondo, vino frizzante” (così recita l’etichetta e le lettere in maiuscolo non sono un errore!) prodotto dalla Cantina Miotto Valter, in quel della provincia di Treviso, la patria per antonomasia del Prosecco.

Si sa, il prosecco è lo spumante italiano più conosciuto al mondo, un prodotto dalla vendita assicurata, ma non per questo la cantina Miotto ha smesso di sperimentare nuovi prodotti, e questo ProFondo ne è un esempio.

Si tratta certamente di un prosecco a tutti gli effetti in quanto la base per la sua produzione è quell’uva Glera che, quando viene lavorata secondo il metodo Martinotti, dà origine al ben noto spumante italiano.

Ma per la produzione di ProFondo sono previste due fermentazioni: la prima in acciaio, a temperatura controllata, molto simile a quella del prosecco; la seconda in bottiglia dove il naturale innalzamento delle temperature fa rifermentare il mosto che si arresta solo una volta che sono svolti tutti gli zuccheri residui.

Differentemente da quanto avviene per il metodo classico non vi è la sboccatura e la conseguente fuoriuscita dei lieviti ormai esausti: il vino ottenuto da questa rifermentazione quindi si presenta venato, quasi torbido, per nulla trasparente. Al momento della mescita nel bicchiere si può decidere di filtrarlo o lasciarlo decantare prima di versarlo nel bicchiere: io me lo sono fatto servire così com’è in bottiglia!

Davvero interessante l’ingresso in bocca. L’aromaticità dell’uva Glera acquista importanza, finezza; la bollicina è presente quel tanto che basta per rendere piacevole la beva, per preparare il palato all’ingresso di un vino consistente, quasi un “mangia e bevi”, che scivola via in fretta, perché la Glera non è comunque un vitigno dalla lunga persistenza.

E il prezzo si chiederanno, forse, i più? Meno di 10 euro a bottiglia (prezzo trovato per la vendita online) per questo originale vino frizzante chiuso con un poco solito tappo a corona.

Indubbiamente un modo nuovo ed originale per salutare l’anno che sta arrivando.

You may also like

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.