E’ tempo di Brunello!

E’ stata una settimana particolarmente lunga e faticosa. La voglia di rilassarsi davanti ad un buon vino era tanta. E aver trovato una data ideale per l’invito, da parte di un caro amico, ad aprire una bottiglia di rosso “come piace a noi” è stata la fine gloriosa di questa settimana lavorativa.
La bottiglia in questione è il Brunello di Montalcino “Bassolino di sopra” della cantina Pian dell’ Orino, vendemmia 2010. Un vino che ha ottenuto un prestigioso 100/100 per “The Wine Advocate”, l’autorevole pubblicazione di Robert Parker, guru Statunitense della critica enologica mondiale.
Le uve per questo vino provengono dalla parte alta del vigneto “Pian Bassolino” denominato “Bassolino di Sopra”, che si trova ad un’altitudine di 370-390 m/slm. I soli 6 ettari vitati sono coltivati in biologico e biodinamico.
Ed eccola lì sul tavolo, sapientemente aperta un paio di ore prima del mio arrivo dal padrone di casa. Affiancata da due calici, e un tagliere ancora vuoto.
Chi mi conosce bene sa che non vado molto d’accordo con i vini toscani; non è mai scattata la scintilla, non so il perché. Tranne per alcuni casi speciali, ahimè quasi impossibili da portarsi a casa per il prezzo.
Tolta giacca e fatti tutti i convenevoli arriviamo al dunque; una veloce apparecchiata del tavolo, decidiamo di accompagnare il nostro Brunello con un altrettanto fantastico Pecorino di Pienza semistagionato del Caseificio Cugusi.

Il vino si presenta di un bel rosso granato.
Al naso si intuisce subito la sua complessità; dai piccoli frutti rossi maturi iniziali, che si evolvono nei minuti a seguire in profumi di frutta sottospirito e di sottobosco, a note floreali, forse di violetta, di spezie dolci, liquirizia e prugna.
In bocca la cosa che colpisce subito è l’estrema eleganza, quei piccoli frutti rossi tipici del Sangiovese che ritornano, un vino di una notevole struttura accompagnata però dalla freschezza dei suoi pochi anni e dal lieve tannino finale.

L’apoteosi  è poterselo godere con il pecorino. Ecco il famoso “terzo gusto”, quello che ci spiegano ai corsi sommelier!
Pietanze e cibo si bilanciano perfettamente.
La persistenza aromatica del pecorino viene accompagnata dal Brunello che nel suo calice con il passare dei minuti aggiunge complessità a quella iniziale, svelandosi per quello che è effettivamente.

Ho finalmente trovato quello che da tempo stavo aspettando e un sorriso soddisfatto prende il posto sul mio volto dei segni della fatica della settimana.

 

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