Don David Tannat 2015, “el Gaucho de Salta”

Nell’universo vitivinicolo non esiste solo l’emisfero settentrionale, con i vini prodotti nel vecchio continente a partire da vitigni cosiddetti tradizionali.

A sud dell’Equatore possiamo trovare dei vitigni a prima vista esotici, seppur originari dal vecchio mondo, con i quali vengono prodotti dei vini sorprendenti, praticamente ignorati nell’italico stivale.

Fra questi, oggi parliamo del Tannat, un vitigno a bacca rossa originario delle regioni del sud ovest della Francia, ai piedi dei Pirenei, che in Italia risulta ancora pressoché sconosciuto dovuto, soprattutto, alla scarsa diffusione sul territorio.

La parola Tannat deriva dalla Langue d’Oc “Tanat”, termine che esprime la ricchezza di tannini del vitigno il quale regala vini piuttosto tannici, tanto da riscuotere il soprannome “tannin du diable“. Sono vini caratterizzati, inoltre, da forte acidità e grande potenziale di invecchiamento.

Introdotto oltreoceano, con le migrazioni europee in Sudamerica, il Tannat si è perfettamente ambientato, tanto da diventare il vitigno principale dell’Uruguay, dove il “terroir”, ma, soprattutto, il clima, dalle notti fresche con influenze marittime, si riflettono sui vini, che esprimono un’invidiabile freschezza con una notevole finezza nei primi anni.

Esistono però stili di Tannat provenienti dalla vicina Argentina che hanno un varietale completamente diverso da quello espresso nel paesaggio uruguagio, e più simili a quelli originali di provenienza europea.

Dalle alture nel nord del Paese, a ridosso della Cordigliera Andina, si trova la provincia di Salta dove la capitale dall’omonimo nome è una città famosa non solo per i suoi edifici in stile coloniale spagnolo ma anche per la produzione di vino delle cantine situate nelle campagne e vallate adiacenti a quella che è considerata una delle più belle città argentine.

Il vino da noi degustato è il Don David Reserva, vendemmia 2015, della azienda agricola El Esteco.

Nasce nei vigneti situati nelle Valli Calchaquíes, nella provincia vitivinicola di Cafayate, una zona situata a circa 1.600 metri sul livello del mare. Questa altura favorisce un clima fresco con sbalzi di temperatura notevoli che permettono al vitigno di sviluppare una sostenuta acidità e favorire cosi la ricchezza dei tannini.

Alla vista il Don David dimostra tutta la sua gioventù con il suo colore rosso rubino con venature purpuree mentre al palato gli aromi sviluppati sono quelli di frutta di bosco nera, prevalentemente more e mirtilli, con note balsamiche di mentolo e anice completati da essenze boisè a base di liquirizia e vaniglia dovute all’affinamento in legno.

L’acidità è sostenuta ma non esagerata, la sapidità contenuta, mentre i tannini risultano ancora acerbi ma non cosi aggressivi. Si dimostra un vino secco, di notevole struttura nonostante la corposità alquanto magra. Le sue caratteristiche lo rendono un ottimo abbinamento a piatti di carne e formaggi grassi.

Nell’occasione, il Don David Tannat Riserva 2015 ha accompagnato una bistecca di coppa di maiale arrostita alla griglia ed i grassi prodotti dalla cottura, assieme alla dolcezza della carne, sono stati ben amalgamati dall’acidità e sgrassati dai tannini del “Gaucho tinto de Salta“, che si è dimostrato un prodotto vitivinicolo interessante e gustoso.

Considerato l’importo pagato al ristorante, si può affermare che il rapporto qualità/prezzo del prodotto è molto favorevole e conveniente, ancora di più se acquistato in un canale di distribuzione on-line oppure in una fornita enoteca.

Bancario (e non banchiere, purtroppo) con la passione per il ballo, i gatti e gli sport americani, baseball in particolare.

Da quando ha scoperto il mondo del vino e dell’enologia, questa passione ha soppiantato le altre.

Non si è ancora pentito di questa scelta. Se mai se ne pentirà.

You may also like

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.