Pasteggiare a spumante … si può!

Le fasi cicliche della vita mi hanno riportato sui miei passi.

A qualche anno di distanza sono tornata alle Tenute Tonalini 1865 in quel di Montù. Allora si chiamava Cantina Storica di Montù Beccaria.

Diverso il nome e diversa la grafica delle etichette, invariata l’accoglienza e la qualità dei vini.

Ci troviamo nell’Oltrepo’ Pavese, una distesa di colline dai tratti morbidi, disegnati dai lunghi filari di vite ora in quiescenza, ma già pronti ad iniziare il meraviglioso ciclo vitale ormai alle porte. Qui madre natura è stata molto generosa e la vite cresce rigogliosa, dando ottimi frutti.

In questa zona la fa da padrona l’umile Croatina che cresce indisturbata accanto al nobile Pinot Nero e ad una serie di vitigni che sarebbe troppo lungo riportare.

La visita inizia e termina nella cantina dove è stato possibile, per così dire, toccare con mano le varie fasi della trasformazione dell’uva in vino. Tra la visita, il pranzo e la degustazione abbiamo assaggiato tutti, o quasi, i vini prodotti da questa azienda, grappa compresa.

All’interno infatti delle Tenute Tonalini vi è una importante distilleria che produce ottime grappe, partendo proprio dagli “scarti” della loro produzione vinicola.

Per i pochi che non lo sapessero ancora, sono un’appassionata di vini rosati e di Pinot Nero e quindi per me questa gita fuori porta è stata occasione per acquistare una cassa del loro Cruasé.

La capacità di questo spumante, prodotto con il metodo classico, è indubbiamente quella di abbinarsi a numerosi piatti della cucina tipica italiana a partire proprio dagli antipasti di salumi, dove gli aromi di frutta di bosco a bacca piccola tipici del Pinot Nero ben si accostano a quella degli insaccati.

La freschezza e l’effervescenza sono invece degli ottimi sgrassatori per un secondo di carne. E a noi, buoni italiani, il sentore di crosta di pane, che è subito percepibile al naso, risulta piacevole a tutto pasto.

L’ho provato anche con il dessert, una fetta di torta rustica a base di cioccolato. Forse questo abbinamento era poco consono in quanto il grado zuccherino dello spumante, un brut, non si equilibrava certamente con il dolce che era nel piatto, ma la speziatura percepibile sul fin di bocca, quella sì che si è armonicamente amalgamata!

 

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