Rosso Barbera

Ennesimo “centro” fatto dagli amici di Go Wine che hanno organizzato un piccolo ma interessantissimo evento completamente dedicato alla Barbera, uno dei vitigni maggiormente coltivati in Italia.

La loro attenzione si è incentrata sulla Barbera piemontese e in questa manifestazione hanno invitato cinque aziende agricole situate nelle province di Cuneo e Asti.

A dirla così, sembra che siano stati proposti vini tutti uguali rendendo l’evento di una noia mortale.

Niente di più sbagliato!

La selezione delle bottiglie è stata quanto mai varia, per tipologia di terroir e affinamento: ogni azienda agricola ha proposto quanto di sua produzione, compiendo anche qualche “fuori tema”, proprio per far meglio apprezzare la sua produzione.

Il tempo, sempre tiranno, mi ha concesso solo una piccola tregua e pertanto mi sono soffermata a degustare unicamente Barbera, riuscendo comunque ad avere una bella panoramica su questo vitigno, molto spesso snobbato, che riserva invece bellissime sorprese.

Arriviamo al dunque.

 

CASCINA DEL POZZO (Castellinaldo – CN)

Barbera d’Alba Doc Fossamara 2016: ci troviamo di fronte ad un vino appena imbottigliato, quindi ancora molto giovane. La sua produzione prevede, infatti, un periodo di affinamento in acciaio di 8 mesi completato con altri 6 mesi in bottiglia. Si presenta di un bel colore rubino, intensi sapori di frutta rossa acerba, forte acidità al palato.

Barbera d’Alba Doc Fossamara 2013: il maggiore affinamento in bottiglia si nota subito dal colore più sanguigno del precedente. Rimangono inalterati i sapori di frutta rossa, già presenti nella versione giovane, ai quali si aggiungono i terziari e in modo particolare una bella speziatura. Peccato solo che al naso si perdano un po’ gli aromi originari.

Barbera d’Alba Doc Lucrezia 2015 e 2014: la storia di questo vino nasce da viti che arrivano ad avere fino a 55 anni e passa attraverso un affinamento in botte grande che dura 12 mesi e si completa con un altrettanto lungo periodo in bottiglia. Il vino che degustiamo è quindi di un bel rosso granato intenso, con sentori vinosi affiancati da quelli di cuoio, tabacco e legno; leggere note di miele si percepiscono sul fin di bocca. Il tannino è morbido e accompagnato da una buna acidità, presagio di un’aspettativa di vita ancora lunga. Bel regalo di un padre alla figlia, Lucrezia appunto!

 

TENUTA IL FALCHETTO (Santo Stefano Belbo – CN)

Barbera d’Asti Docg Pian Scorrone 2016: il bel rosso che colora questo vino è presagio di una fresca e leggera beva. La sosta lunga 6 mesi delle uve nelle vasche d’acciaio fa sì che gli aromi fruttati siano ben percepibili e i tannini eleganti. Al palato è di buona struttura e invita piacevolmente all’assaggio di un piatto di antipasti all’italiana o ad un ricco tagliere di salumi.

Barbera d’Asti Docg superiore Bricco Paradiso 2015: prima di passare alla degustazione di questo vino occorre conoscerne le varie fasi di produzione. Prima di tutto il vino ancora grezzo viene affinato in botti di rovere francese per un periodo che varia tra i 12 e i 14 mesi. Successivamente viene posto in bottiglia dove prosegue la sua evoluzione, processo possibile in quanto non subisce filtrazioni.  Si presenta quindi di un bel colore rosso rubino carico: subito al naso sono percepibili gli aromi di ciliegia e frutti di bosco, come mora e lampone; in bocca sono percepibili in aggiunta aromi di caffè e spezie con un finale mentolato che ne favorisce la freschezza e contribuisce alla sua persistenza.

 

COLLE MANORA (Quargnento – AL)

Barbera del Monferrato Doc Pais 2016: ci spostiamo con questa degustazione sul versante dell’alessandrino, dove i terreni sono argillosi e sabbiosi. Le viti in questa zona sono vecchie, raggiungono anche i 50 anni. Il vino raccoglie in sé tutta l’aromaticità della frutta rossa e di sottobosco. In bocca è un vino di corpo con i tannini molto più rotondi rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare da un vino così giovane.

Barbera d’Asti Docg superiore Manora 2015: le vigne vecchie la fanno da padrone anche qui. Rispetto al precedente questo vino è certamente più “intrigante”. I tannini sono più morbidi ed eleganti, il passaggio in barriques, per un tempo compreso tra i 6 mesi e l’anno, conferisce struttura e personalità. Interessanti i sentori di frutti di bosco, di viola e infine di spezie.

 

GUASTI CLEMENTE E FIGLI (Nizza Monferrato – AT)

Barbera del Monferrato Doc Clementina 2016: espressione frizzante della Barbera. Nella produzione di questo vino concorre per il 15% la Freisa, altro vitigno autoctono piemontese. Seppure presente in minima percentuale, riesce a conferire a questa Barbera dal colore piuttosto scarico aromi di frutta rossa matura, il fin di bocca tende al dolce, richiamando appunto i sentori tipici della Freisa.

Nizza Docg Barcarato 2015: la selezione delle uve per la produzione di questo vino è effettuata direttamente in vigna al momento della vendemmia. Dalle viti più vecchie sono scelti i grappoli che presentano il miglior grado di maturazione; la vinificazione avviene separatamente e il successivo affinamento vede l’utilizzo delle barriques per un periodo variabile, ma che si aggira comunque intorno all’anno. Segue poi un secondo affinamento in bottiglia. Il Barbera che ne esce ha un colore rosso granato molto scuro; al naso e in bocca sono percepibili sentori di frutta rossa matura, di tabacco e di spezie. I tannini sono ancora acerbi – del resto, se si fanno un po’ di conti, l’anno di affinamento in bottiglia risulta appena concluso – quindi ci troviamo di fronte ad un vino giovane, in grado di riservarci piacevoli sorprese in futuro.

 

FRANCO ROERO (Montegrosso – AT)

Barbera d’Asti Docg “Carbunè” 2017: questo vino è stato imbottigliato qualche giorno prima dell’evento, quindi appena uscito dalle vasche d’acciaio dove ha sostato 6 mesi. La selezione di uve da vigne vecchie di 50 anni rende questo vino già pronto alla beva: il colore è quello della Barbera giovane, ossia un bel rosso intenso, e gli aromi sono quelli della frutta rossa e delle spezie che sono percepibili maggiormente nel fin di bocca.

Barbera d’Asti Docg superiore “Cellarino” 2016: ancora più intenso e cupo è qui il colore. I tannini sono morbidi e prevalgono sentori di frutta rossa sotto spirito; importanti arrivano anche gli aromi terziari come le spezie e il tabacco. L’affinamento in barriques di secondo e terzo passaggio per 15 mesi conferisce indubbiamente eleganza e struttura. Immaginiamocelo dopo un lungo periodo di ulteriore affinamento in bottiglia.

Barbera d’Asti Docg superiore “Sichei” 2015: sono 18 i mesi che la Barbera trascorre nelle barriques nuove prima di regalarci un altro bel vino dall’intenso rosso con riflessi purpurei. More, ciliegie, spezie, cuoio, caffè e grafite sono gli aromi che ci accarezzano a tutto tondo. Davvero un grande vino, importante, che è capace di non sfigurare al cospetto dei suoi più nobili cugini.

 

Cinque produttori, si diceva sopra, ben più di cinque vini degustati, uno diverso dall’altro, emblematica versatilità della Barbera piemontese.

Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva,
si gusta, si sorseggia e… se ne parla.

Edoardo VII (1841 – 1910)

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