La tradizione scorre lungo il fiume Douro.

Il Duero è un fiume che nasce in Spagna, fa un viaggio di quasi 900 chilometri e taglia il Portogallo settentrionale da est a ovest prima di sfociare nell’Atlantico con il nome di Douro.

Questo fiume presenta un terroir unico e collabora con il popolo lusitano a rendere importante e famoso il Porto, un vino liquoroso conosciuto in tutto il mondo, reso particolare dalla sua fermentazione mutizzata.

Questo nettare prende il nome dall’omonima città sulle rive del fiume, sulla cui “rive gauche” presenta tutte le migliori cantine delle aziende produttrici. Per il turista comune che visita questa caratteristica località, la presenza di queste realtà può non significare molto.

Ma per gli eno-appassionati come me….. è il paese dei balocchi e c’è solo l’imbarazzo della scelta!

Recentemente ho visitato questa città e si è presentata l’occasione per soddisfare la mia passione enologica. Per una giornata mi sono dedicato alla scoperta delle cantine presenti. Fantastico!

Arrivati sul luogo e di fronte ad un quartiere pieno di opportunità sorge il dubbio: quale scegliere?

Dopo un attimo di indecisione, avanziamo diritti verso la cantina più vicina al suggestivo ponte Dom Louis I: Burmester.

Fondata nel 1730 da Henry Burmester, questa società è una delle più antiche. L’entrata è molto cupa, scarna, essenziale e si intuisce come sia testimone dell’antica tradizione del “Vinho do Porto”. Chiediamo di poter fare una visita e scopriamo che è disponibile una guida in lingua italiana. Si presenta Luca, un ragazzo portoghese, che inizia a raccontare le origini di questa azienda vinicola. La quale dopo diverse gestioni, prima inglese e poi tedesca, è diventata parte di un gruppo spagnolo, Sogevinus, che comprende altri quattro brand come Barros, Calem, Kopke e Gilbert.

Durante la visita, percorriamo i corridoi delle sale con enormi antiche botti piene di nettare mentre le parole di Luca risuonano nel silenzio quasi religioso della cantina. Spiega che questo vino liquoroso nasce a cento chilometri dalla città, nelle colline che costeggiano il fiume, dove l’area vocata alla coltivazione delle uve è divisa in tre parti, ognuna con caratteristiche diverse e che conferisce al Porto aromi nettamente distinti.

Burmester si rivela un tour piuttosto breve ma l’ambientazione interna è molto suggestiva e la visita è veramente apprezzata.

E dulcis in fundo la degustazione!

Ci vengono offerti tre bicchieri. Un Porto bianco, un Porto Ruby e un LBV (late bottle vintage). Luca, ottimo anfitrione, ci descrive le loro caratteristiche con maestria e competenza che vengono molto apprezzate.

Il clou della degustazione arriva fuori programma, quando Luca ci offre altre due degustazioni. Una di queste è un Porto Burmester Tawny invecchiato 30 anni. Lui lo definisce, a suo parere il migliore della gamma, e debbo ammettere che il ragazzo è un grande intenditore.

Lasciamo con soddisfazione Burmester percorrendo la riva del fiume mentre snoccioliamo le cantine presenti sulla via: Sandeman, Quinta do Noval, Ramos Pinto, Porto Cruz, Vasconcellos.

Alla fine scegliamo di entrare in Ferreira, una cantina molto conosciuta e con una grande tradizione.

Fondata nel 1751 da una famiglia di viticoltori, ha un ruolo preminente nella storia del Porto. Fa parte di un gruppo portoghese dove sono presenti anche i brand Sandeman e Ramos Pinto.

La cantina è stata costruita sulle fondamenta di un ex-convento e si tratta di un grande edificio con soffitti alti in legno stagionato. La fondatrice, Dona Antónia Adelaide Ferreira, leggendaria nobildonna con una personalità unica, divenne un mito e un simbolo di forza contribuendo in modo significativo al consolidamento del marchio nei tempi difficili del Douro nel 19esimo secolo.

L’ambientazione è molto simile a quella presente a quella presente da Burmester, luci e odori ricordano sempre gli ambienti dei secoli scorsi. In alcuni corridoi o gallerie l’umidità si mescola a delle muffe molto persistenti e in ogni angolo si percepisce l’odore del legno bagnato mescolato con quello del vino molto dolce.

L’ambiente è sempre suggestivo, nonostante questo si ha la percezione che Ferreira voglia dare più un taglio più commerciale alle visite. Infatti alla degustazione vengono offerti solo due bicchieri di vino Porto della linea base, lasciandoci un po’ delusi.

Continuiamo il nostro percorso, arrampicandoci sulla collina, per un’ultima visita e notiamo la Taylor’s.

L’esterno ha un architettura stile “Impero Britannico” ed è veramente elegante e allettante. La reception mostra già lo stile e l’impronta della società, da sempre di proprietà inglese.

Fondata nel 1692, la Taylor’s è stata una società che ha precorso molto i tempi ed è rimasta molto indipendente, non è legata a nessun gruppo commerciale.

Già nella reception notiamo un arredamento differente dalle altre due realtà visitate. In questa traspare il richiamo ad una tradizione britannica molto evidente. Successivamente all’apertura della porta di accesso alla cantina, la vista è mozzafiato. Un enorme padiglione con un corridoio lungo almeno 200 metri dove sia alla nostra destra che alla nostra sinistra ci sono due lunghe file di botti.

Suggestiva anche una delle sale successive dove sono visibili, poste nelle teche, bottiglie di Porto di antiche vendemmie, risalenti anche al 1800. Lasciate impolverate come prevede la logica dell’invecchiamento.

Come al solito la degustazione conclude la visita. La location ha uno stile inimitabile e suggestivo. Decidiamo per una verticale di questo nettare e ci regaliamo quattro Tawny di 10, 20, 30, 40 anni più un fuoriclasse, il Taylor’s Tawny del 1966.

Una degustazione utile per distinguere nettamente le differenze dell’invecchiamento tra gli esemplari, qui gli aromi si modificano da fruttati e corposi, presenti nel Taylor’s Tawny di 10 anni, verso una raffinata setosità dove emergono sentori di legno, vaniglia e miele del Taylor’s Tawny 40 anni. Infine l’eccellente 1966 si dimostra un vero fuoriclasse con complessità di aromi e sentori, sorprendendo per quanta longevità può avere questo prodotto. Svolto in un terrazzo con vista sublime sul fiume Douro e dell’altra sponda della città.

Una giornata veramente piacevole, con il fascino di aver scoperto una tradizione più che una moda.

E adesso so cosa degustare nelle serate casalinghe quando ho l’opportunità di rilassarmi e di meditare. E ricordare quanto sia stata fantastica questa giornata passata tra le cantine di Porto.

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