In Germania, dove il riesling renano esprime tutto sé stesso

Lo sapevate che il riesling renano dà il meglio di sé sotto stress?

È vitigno da climi rigidi, se coltivato dove le temperature sono più miti, tende a rilassarsi diventando tenero e accomodante. Un po’ come noi quando siamo in vacanza.

Questa volta il  Vinodromo , in sei calici ci ha portato nel posto in cui il riesling dà i migliori risultati, la Germania, dove la coltivazione della vite è concentrata a sud-ovest in poche zone d’elezione.

Pfalz e Rheinessen sono le aree con la maggior produzione. Il clima qua è un po’ più caldo, i terreni sono in prevalenza composti da sabbie e calcare e i vini giocano sugli aromi fruttati diventando morbidi e un po’ scarichi al palato. Nahe, dall’omonimo affluente del Reno, gode di terreni complessi, sassosi, composti da scisti e ardesia che nel vino diventa sapidità. L’esposizione verso sud, è favorevole nel Rheingau, e i terreni formati da quarzo rosa e pietra focaia ne fanno una delle zone maggiormente vocate. Nella Mosel-Saar-Ruwer le pendenze sono ripide, le vigne spesso poste su terrazzamenti e le scisti di ardesia rossa, grigia e blu, esaltano nei vini frutto, sentori citrini o austerità a seconda del loro colore.

Sei i vini in degustazione, di annate e zone diverse.

Riesling Trocken*, 2016, Wittman  Rheinessen

Tre/quattro ettari di vigna, macerazione sulle bucce per 3/4 giorni a seconda del loro spessore, fermentazione spontanea. È morbido ma colpisce per l’estrema sapidità e freschezza, in un equilibrio che lascia la bocca pulita e in armonia.

Riesling Trocken, 2015, Schäfer-Frölich – Nahe

Fermentazione spontanea sulle bucce e in vecchie botti, sosta sulle fecce al limite del possibile (per il vino). Spiccano le note sulfuree al naso e al palato, di certo meno il frutto in favore di una mineralità che arriva dritta in bocca

Riesling Trocken, 2014 – Weingut Christmann – Pfalz

Annata fresca da una zona calda e uve con bucce più fini, nel vino profumi intensi di frutta bianca e una bocca suadente e morbida.

Riesling Trocken, Rotenpfad Fass, 2013, Clemensbush – Mosel

Un gran cru da terreni di diversa origine, le vigne terrazzate su pareti di ardesia, hanno dagli 80 ai 50 anni. Sorprendente nella sua freschezza e sapidità, mitigate dal residuo zuccherino; la persistenza che non molla e cambia in bocca, ci dicono essere caratteristica della zona.

I due ultimi assaggi di annate meno recenti, sono stati serviti nei calici Zalto, ideali per lasciare con delicatezza spazio al vino.

Riesling Trocken Doosberg, 2007, Khun – Rheingau

Gran cru con vigne di 70/80 anni, fermenta e matura in botti da 20 hl per minimo due anni. Al naso è fine di note balsamiche ma è al palato che colpisce con freschezza, sapidità, persistenza. Come nuovo nonostante gli undici anni.

Riesling Auslese**, 2003, Lippold – Mosel

Poeticamente chiamata “il giardino delle spezie”, questa parcella gran cru ospita viti a piede franco che crescono su terreni di ardesia rossa. Aromaticità e persistenza di miele con dolcezza – siamo a 100/110 g/l di zucchero – mitigata dalla tipica acidità, per questo esemplare di cui si producono 5000 bottiglie l’anno

E l’idrocarburo agognato? Ha ragione d’essere solo nei vini di lunga data, altrimenti diventa difetto. In effetti non è difficile credere che questi vini possano durare nel tempo, sempre che la gola non prenda il sopravvento mettendo fine al buon proposito di conservarli in cantina.

 

 

*Trocken: “secco”, secondo la classificazione tedesca lo sono i vini che hanno un residuo zuccherino che va dai 4 ai 9 mg/l.

**Auslese: “vendemmia da grappoli selezionati” con residuo zuccherino che parte da 100 g/l.

 

 

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