Family Affair in Monferrato

Quella di Cinque Quinti è una piccola realtà.
Tanto piccola quanto meravigliosa; il sogno di cinque fratelli che hanno deciso di portare avanti l’attività di famiglia lunga quattro generazioni, e di rinnovarla.
Loro sono Fabrizio, Martina, Michele, Francesca e Mario. Il nome nasce proprio da questo, cinque fratelli con idee e capacità diverse pronti a dare il loro contributo per un unico scopo.
Decido di andarli a trovare un sabato mattina, con un paio di amici, la classica gita fuori porta: visitare una cantina, quattro chiacchiere sul vino e un pranzo in qualche ristorante in zona.
L’azienda si trova a Cella Monte, uno splendido borgo di poco più di cinquecento anime tra le colline del Monferrato, nella provincia di Alessandria.
La giornata non è climaticamente delle migliori, ma grazie all’accoglienza di Martina, la “seconda quinta” come si definisce lei, ci dimentichiamo della pioggia che ci accompagna nel tragitto in auto per dirigerci verso una delle vigne, sempre a Cella Monte, in località Perona.
Sfortunatamente le condizioni del terreno, non ci permettono di addentrarci molto più in là del ciglio della strada, ma Martina ci spiega perfettamente lo svolgimento dei lavori in vigna, di come tutto è partito grazie ai suoi fratelli, della divisione dei terreni e delle altre attività svolte nell’azienda.
Le altre attività, appunto. Perché la Società Agricola Fratelli Arditi non produce solo vino. Dei 100 ettari di proprietà, 15 sono per la coltivazione dei cereali come mais, grano e soia, circa 30 ettari invece sono destinati ai pioppi, specialmente vicino alle rive del Po, e una piccola parte è dedicata ai tartufi.
La restante metà è tutta vocata ai vigneti. Oltre alla barbera per la produzione privata della cantina, vengono allevate anche altre tipologie di uva per la vendita a piccoli produttori locali e cantine sociali.
Al ritorno dalla vigna, la mattinata prosegue con un breve tour della sede e tra i corridoi sotterranei dell’ “Infernot”.

Gli Infernot erano le vecchie cantine private, costruite solitamente sotto le abitazioni più grandi o con famiglie numerose. Potevano essere profonde diversi metri ed erano scavate a picconate in una roccia tipica della zona del basso Monferrato, simile al tufo. Servivano a conservare il vino più pregiato ed il cibo grazie alla capacità di mantenere inalterata la temperatura sotterranea in qualsiasi stagione.
Quello mostratoci è un vero gioiello. Vasche di cemento, botti antiche, ripiani scavati nella roccia e cunicoli bui ancora chiusi.

Ed eccoci infine alla degustazione.
Il VINO ROSSO Cinque Quinti è un vino da tavola prodotto con sola uva Barbera dalla vendemmia 2016, in sole 1400 bottiglie e vinificato in acciaio. Nel calice è di un bel rosso porpora, profumi intensi di frutta rossa, in bocca è di corpo, spicca la freschezza tipica della Barbera piemontese. Un vino che colpisce al cuore, soprattutto se abbinato ad un tagliere di salumi e formaggi e bevuto tra amici.
Una degustazione accompagnata da Martina con l’appoggio del maggiore dei fratelli, Fabrizio. Una bella mattinata trascorsa a chiacchierare di vino, di sogni nel cassetto, di progetti futuri e di attività da poter svolgere dentro l’azienda.
Ci illustrano un calendario pieno in effetti, dallo yoga in vigna, agli aperitivi musicali, alla possibilità di aiutarli nella vendemmia a settembre.
Nel futuro immediato c’è la produzione di una seconda linea, con il nome Roverò, un vino ottenuto da sole uve Barbera, ma con affinamento in tonneaux.

L’impressione è quella di aver trovato uno di quei produttori con la P maiuscola, in cui lavorano persone appassionate, preparate, e pronte ad affrontare quel futuro radioso che si meritano, grazie soprattutto ad una famiglia unita con un bel progetto, forse quello che molti di noi appassionati di vino avremmo voluto realizzare.

 

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