Di quando c’era uno Chablis nel frigo

Tutto nasce da quel formaggio francese dall’aroma invadente che a ogni apertura di frigo mi ricorda la sua presenza. Il Pont L’Evêque si chiama, arriva dalla Normandia ed è tanto “puzzone” quanto morbido e gentile in bocca. Per non offenderne la sensibilità d’oltralpe lo uso come rinforzo gustoso a una quiche con zucchine, menta e yogurt ben racchiusi nella loro pasta brisée.

Il caso ha voluto che ci fosse anche uno Chablis nel frigo. Un vino che arriva dalla Borgogna anche se l’omonima cittadina da cui prende il nome è più vicina alla Champagne che alla Côte d’Or e ne ha in comune il clima rigido e i terreni gessosi che sorgono su strati ricchi di fossili marini (Kimmeridge). Unico e solo vitigno con cui può essere prodotto è lo chardonnay che, se non domato dal legno come si usa adesso, in questa zona spicca per la sua acidità.

Ma non solo di questo è fatto lo Chablis! A seconda delle zone il vino ha sentori più lievi e fruttati, o più intensi e minerali di pietra focaia. Va da sé che più ci si avvicina ai gran cru, più si avranno caratteristiche di complessità ed eleganza.

Ho mantenuto un low profile e nel mio calice brilla uno “Chablis AOP (appellation d’origine protégée), 2015” di La Colombe, cantina di cui ho scoperto ben poco tranne che hanno voluto rispettare la tradizione di questo vino, evitando il passaggio in botte che lo avrebbe reso immeritatamente morbido. Dai profumi sottili di agrumi, frutta bianca e un sentore salmastro, in bocca impatta con la sapidità e la super – da me – citata acidità che persiste. Un vino piacevole, equilibrato nel suo disequilibrio, più “gustoso” di quello che, forse, ci si poteva immaginare all’olfatto.

La quiche da parte sua è delicata e fresca, ingolosita dagli elementi grassi di yogurt e formaggio che lasciano rispettivamente una leggera nota acidula e una non eccessiva persistenza sapida.

Il verdetto finale: al primo impatto le durezze del vino invadono il palato e le guance, per poi affievolirsi armonizzandosi abbastanza bene con il boccone. Certo, un’aggiunta di pancetta o salmone affumicati o prosciutto cotto per esempio, avrebbero probabilmente aiutato l’armonia.

Ma, si sa, il viaggio alla ricerca dell’unione perfetta è fatto di continui tentativi che rendono il percorso divertente forse ancor più della meta!

Bevo per scrivere… o scrivo per bere?

You may also like

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.