Rosso di mare

Il mio amore per il vino rosso è illimitato.

Certo mi piaciono anche i vini bianchi o le bollicine. Ma per i vini rossi, soprattutto quelli composti da alcuni vitigni in particolare, ho un grandissimo debole. Purtroppo c’è un periodo dell’anno dove bere un vino rosso non è certo ideale: l’estate.

Sia chiaro, adoro l’estate. E’ la mia stagione preferita.

Però si pone il problema di trovare un rosso, leggero e beverino, che possa essere degustato con piacere quando la temperatura si alza a livelli torridi, sia in città che in località di mare. Magari degustando piatti a base di pesce, altra cosa che adoro.

Per queste due passioni, vino rosso e piatti a base di pesce, a volte è veramente difficile trovare il giusto abbinamento.

Qualche sera fa credo di essere riuscito a trovare la quadra del cerchio. Con un vino alquanto particolare.

Il Fichimori Salento IGT della cantina Tormaresca, un azienda del gruppo Antinori.

Questo vino, con base di  negroamaro  e con una lacrima di syrah attorno al 5%, è stato prodotto nella piana di San Pietro in Vernotico, in provincia di Brindisi, con una macerazione a freddo che risalta le caratteristiche del vitigno principe del Salento.

Il colore è un rosso rubino carico con forti venature purpuree.

E’ un vino da servire freddo, ad una temperatura ideale tra gli 8 e i 10 gradi, ma può essere degustato anche con qualche grado in più, dove sviluppa tutti i suoi sentori fruttati di ciliegia, fragola, lampone e ribes e si percepiscono leggermente degli aromi floreali che mi ricordano i petali di rosa.

Presenta una acidità piacevole, non aggressiva, con poca sapidità ed un corpo leggero e delicato. L’entrata in bocca è morbida e vellutata, causato dai tannini appena accennati, con un sapore molto fine. La persistenza è medio corta ma riesce a lasciare un’aroma finale piacevole.

È stato abbinato in un cena con piatti a base di pesce ed il risultato finale è risultato convincente e soddisfacente.

Anche se la degustazione si è svolta con una temperatura di un paio di gradi superiore a quella indicata dal produttore.

Come antipasto c’era un piatto di salmone su un letto di songino e trevisana, aromatizzati con una salsa di agrumi. Con questa fusione, probabilmente la temperatura un po’ troppo alta del vino ha penalizzato il piatto in quanto ha sovrastato leggermente la delicatezza del salmone ed ha attenuato la salsa di agrumi abbinata.

Al contrario del precedente abbinamento, con il secondo antipasto, un polipo arrostito con patate viola e pomodorini pachino, olive e capperi, questa volta l’alta temperatura del Fichimori lo ha aiutato a sostenere la corposità ed il sapore deciso del polipo, creando un effetto di contrasto e pulizia del palato, reso un po’ untuoso dalla carne del polipo.

Anche con il primo piatto l’abbinamento è risultato positivo. Il risotto di mare alle zucchine, aromatizzato con zafferano, curry e chicchi di melograno si è fuso con i sentori fruttati del Fichimori ed ha risaltato la freschezza dello stesso.

La robusta corpulenza del secondo piatto, una fetta di pesce spada impanato con funghi e erbe aromatiche ha risaltato la leggera corposità del Fichimori, lasciando nel palato un finale leggermente amarognolo.

In conclusione il Fichimori si è dimostrato un ottimo rosso per i piatti di pesce, con una bevibilità semplice e un gusto delicato, a patto che i piatti abbinati non siano troppo corposi, unti o con grande riduzione.

In pratica un ottimo, delicato e fresco “rosso di mare”.

Bancario (e non banchiere, purtroppo) con la passione per il ballo, i gatti e gli sport americani, baseball in particolare.

Da quando ha scoperto il mondo del vino e dell’enologia, questa passione ha soppiantato le altre.

Non si è ancora pentito di questa scelta. Se mai se ne pentirà.

You may also like

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.