Blogelier va in vacanza ma non vi lascia a bocca asciutta!

“Ragazzi ma ad agosto che si fa? Chiudiamo per ferie?”

“Sì dai… almeno avremo un po’ di tempo anche per pensare al blog, accantonare idee per nuovi articoli, mettere in cantiere progetti…”

Anche noi si va in vacanza con il nostro carico di buoni propositi per settembre che, si sa, è un po’ come l’anno nuovo. È già passato più di mezzo anno da quando questa piccola avventura è cominciata e con tenacia l’abbiamo portata avanti, anche con qualche onda che ogni tanto ci ha sballottati di qua e di là (e non erano gli effetti dell’alcol).

Prima dei saluti vi raccontiamo qual è, per ognuno di noi, il vino che berremmo volentieri in tempi di vacanze estive.

ALESSANDRA: “Prosecco superiore di Valdobbiadene Docg, extra dry” di Cantina dei produttori di Valdobbiadene

Nel calice un Prosecco dall’effervescenza persistente, appena versato mostra la briosa eleganza degli Charmat con la schiuma che si assorbe con lentezza creando un simpatico effetto visivo, un po’ come le onde del mare quando si dissolvono nella sabbia. Al naso l’aromaticità della  glera, il vitigno con cui è prodotto, si rivela subito così come in bocca, dove se ne percepisce l’eleganza ma anche la dolcezza dovuta al grado zuccherino. La persistenza è lunga e lascia appagato il palato. Non male per uno spumante  trovato a circa 9 euro su uno scaffale del supermercato!

 

ANDREA: “Pouilly Fumé 2016” di Jean-Marie Berthier

Acquistato nella Valle della Loira l’estate scorsa e stappato a Milano durante una cena. Nel calice è giallo paglierino con lo sprigionarsi, al naso, di note minerali che rivendicano la tipicità del sauvignon blanc coltivato in quel territorio. Poi frutta estiva come pesca e albicocca, uva spina, erbe aromatiche e in sottofondo un leggero sentore di lievito di pane. In bocca è elegante ed equilibrato con freschezza e una bella nota sapida che completano il tutto. Accostateci dei crostacei e un crudo di mare e il matrimonio sarà perfetto!

 

EUGENIO: “Modus Bibendi 2017, Terre siciliane IGT” di Elios

Da uve grillo delle colline di Alcamo, nasce dalla mano di due giovani fratelli siciliani. Un vino biologico che potrà essere apprezzato da chi ancora non crede del tutto in questo tipo di prodotto. Dal bel giallo dorato, al naso spiccano intensità e pulizia. Una leggera nota ossidativa lascia presto il posto a frutta secca, uva sultanina e poi sentori di timo, maggiorana e salvia. Rotondo in bocca con freschezza e decisa sapidità al palato, nella lunga persistenza finale ritornano i profumi balsamici e un leggero finale amaro. Da gustare durante una cena estiva con piatti di pesce conditi con gli aromi di Sicilia, magari seduti in cima a una collina con il vento del mare a rinfrescare l’anima.

 

VALENTINA: “L’Amiral, 2016” di Macario-Dringenberg

L’ Amiral della Liguria di Ponente, è frutto di due vitigni autoctoni: rossese bianco e massarda. Dagli intensi riflessi dorati, al naso è melissa e menta, quasi resina, e note aspre di agrumi. In bocca il corpo è morbido e ampio; le brezze marine non mancano traducendosi nella sapidità del palato in equilibrio con la marcata nota acida. Sulla punta della lingua i tannini dovuti alla macerazione di circa 50 ore sulle bucce un po’ si fanno sentire. Dal finale lungo e di mandorla amara, forse non lo immagino bevuto in riva al mare. È un vino per i curiosi che si addentrano nell’entroterra. Da bere anche nelle giornate piovose di mezza stagione.

 

Che siate in mare o in montagna, a godervi le città deserte o le megalopoli affollate, con la pancia all’aria o a lavorare (e in questo caso ve lo auguriamo davvero): che il buon bere sia con voi!

 

 

* L’immagine di copertina è gentile concessione di Chiara Bovo

Bevo per scrivere… o scrivo per bere?

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