Ricordi di questa estate: il sogno di Mario.

Nella piana di Teano, la stessa dove Garibaldi consegnò l’Italia ai Savoia, un uomo sta vivendo un sogno lungo una vita.

Si chiama Mario Basco ed è l’anima dell’azienda agricola “I Cacciagalli“, una piccola realtà vitivinicola dell’alta pianura campana, nella provincia di Caserta. Una azienda nata solamente nel 2008, ma che raccoglie l’eredità di generazioni di viticoltori.

Egli è arrivato in soccorso della sua amata sposa, che aveva deciso di rilevare l’azienda di famiglia trascurata per decenni. Lui, laureato in architettura e lavoratore nelle cooperative archeologiche, non aveva mai immaginato di ritrovarsi in una dimensione così diversa.

Venti anni dopo aver completato gli studi da sommelier e degustatore, ha trovato un’occasione per mettere in pratica la sua passione per la viticoltura e rimettere in gioco la sua carriera, assecondando il suo istinto alla ricerca della sua soddisfazione personale. Per realizzare il suo sogno, desiderato da tanto tempo.

Dopo un inizio a piccoli passi, l’azienda agricola e vitivinicola “I Cacciagalli” è cresciuta migliorando in tutti gli aspetti.

Dagli iniziali 3 ettari vitati si è arrivati agli attuali 30-35, migliorando la produzione con il trasferimento dell’attività dalla vecchia cantina in una nuova costruzione per la vinificazione.

Tutto questo rimanendo in una dimensione artigianale dove, sotto la denominazione IGT Roccamonfina, i vini sono prodotti secondo i dogmi dell’agricoltura naturale, biologica e biodinamica, nel rispetto della vite. Nessun additivo, lieviti indigeni e minimo impiego dell’anidride solforosa sono i punti fermi della vinificazione di questa azienda.

La vinificazione viene proposta in acciaio, legno e cemento ma la sua migliore espressione di produzione si ottiene attraverso le anfore: un materiale inerte ma poroso, che consente al vino di traspirare senza acquisire aromi o profumi esterni. Mario utilizza 27 anfore di diverse terracotte e provenienti da differenti luoghi, per le sue produzioni vinicole in modo da valorizzare completamente i propri vitigni. E ci crede così tanto che più della metà della sua produzione utilizza questi recipienti da circa 800 litri l’uno.

Per una continuità con il passato, Mario ha riportato indietro il tempo di cinquanta anni espiantando i vitigni “internazionali” presenti e piantando solo vitigni autoctoni della zona vulcanica pedemontana: piedirosso, aglianico, palagrello nero tra le bacche rosse e fiano e falanghina tra le bacche bianche. I filari delle viti sono ingentiliti dal senso estetico di Mario, in quanto ha piantato un rosaio davanti ad ognuno di essi.

Soprattutto tutti i vini prodotti sfruttano quel mix di fattori tra la natura vulcanica del sottosuolo, il clima mite e la morfologia del territorio che li rendono unici.

La linea di produzione si divide in due realtà: le produzioni classiche, ossia vinificate in acciaio-legno-cemento, e quelle vinificate in anfora. La prima linea comprende i prodotti più freschi e immediati da degustare: Masseria Cacciagalli, da uve aglianico; il bianco Aorivola, una falanghina in purezza, e il rosso Mille, uvaggio di piedirosso-aglianico.

Nella linea di vinificazione in anfora sono presenti cinque produzioni, tutte composte in purezza con i vitigni autoctoni: Leneo, evoluzione dell’Aorivola, con falanghina al 100%; Zagreo, fiano in purezza; Phos, da sole uve aglianico; Lucno, da uve piedirosso, e lo Spheranera, di solo palagrello nero.

Purtroppo noi abbiamo assaggiato solo Aorivola e Mille, in quanto la bontà dei vini di Mario fa si che questi lascino presto la sua cantina verso le enoteche di tutto il mondo.

Aorivola ci è piaciuto molto. Non è la solita falanghina “ordinaria” che si trova in Campania. Ha un colore con una tonalità di giallo molto brillante, con profumi molto intensi e complessi, in prevalenza di aromi minerali ed idrocarburi, dovuti al terreno di formazione vulcanica, miscelati a quelli fruttati di agrumi e fiori di campo, presentando una acidità ben equilibrata alla morbidezza con un finale molto prolungato. Tutti questi fattore fanno dell’Aorivola un vino molto complesso e ricco di sfaccettature aromatiche.

Mille è invece un assemblaggio dove il piedirosso è presente al 70-75% completato con uve aglianico che presentano decisi sentori di frutti rossi come ciliegie, amarene, more e prugne e solo ad un secondo sorso si notano aromi erbacei e balsamici. Corposo e valido, si abbina perfettamente soprattutto con arrosti magri, profumati e delicati.

Vini equilibrati e soprattutto eleganti. Sempre ricercando l’eleganza nella naturalezza dell’uva e della natura.

Prodotti da un uomo, da un sognatore, che non vuole smettere di sognare.

Bancario (e non banchiere, purtroppo) con la passione per il ballo, i gatti e gli sport americani, baseball in particolare.

Da quando ha scoperto il mondo del vino e dell’enologia, questa passione ha soppiantato le altre.

Non si è ancora pentito di questa scelta. Se mai se ne pentirà.

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