The Malbec World Day in Milan

Il malbec argentino è stato protagonista per un giorno di numerose manifestazioni in giro per il mondo.

A Milano ha avuto come partners Ais Lombardia e Via dell’Abbondanza, il suo maggiore distributore, che insieme hanno organizzato un simpatico pomeriggio fatto di degustazioni, di chiacchiere, di masterclass ma anche di musica. Per un pomeriggio al Westin Palace Hotel di Milano si è parlato e bevuto argentino.

Io c’ero, come al solito volutamente impreparata; del resto a queste manifestazioni mi piace andare alla scoperta, senza portarmi appresso una aspettativa che potrebbe essere tradita. I vini proposti erano circa un centinaio provenienti da tutta l’Argentina, anche se la regione di Mendoza era quella maggiormente rappresentata.

Lungi da me raccontare ogni singola degustazione (anche se ce ne sarebbero di cose da dire) per cui mi limito a questi tre vini, guarda caso i primi due provenienti dalla Provincia di Mendoza e il terzo dalla Provincia di Salta, che ho particolarmente apprezzato.

 

BODEGA CATENA ZAPATA – Catena Alta Malbec – 2014

Prima di raccontare questo vino è necessario fare un po’ di storia della famiglia Catena Zapata che ha cominciato a piantare malbec nei primi anni del 1900 ad altitudini diverse comprese tra gli 800 mt/slm e i 1400 mt/slm, suddividendo il territorio in lotti ben ordinati e meticolosamente numerati.

Le uve destinate alla produzione del “Catena Alta” provengono da specifici filari di vigne piantate tra gli 800 mt/slm e il 1100 mt/slm. La vendemmia avviene per lotti e in tempi diversi per garantire il giusto grado di maturazione delle uve e di conseguenza la giusta acidità. La fermentazione prende avvio grazie a lieviti indigeni e il mosto, riposto in barriques, subisce un costante battonage (cosa che consente anche la riduzione della quantità di solfiti prodotti). Il successivo affinamento avviene in grandi botti di rovere francese per almeno 18 mesi. Prima di essere messo in commercio riposa in bottiglia per qualche mese ancora; insomma può essere bevuto tre anni dopo la vendemmia, non prima.

Va da sé che questo vino ha un buon corpo, una buona struttura e una piacevole persistenza. Al naso sono predominanti i sentori di frutta rossa matura e delle spezie scure come il pepe e la cannella. I tannini setosi lo rendono non solo equilibrato, ma anche molto elegante. L’acidità, ancora spiccata nonostante le uve siano state vendemmiate nel 2014, è presagio di un vino destinato a durare ancora nel tempo.

 

VINOS DE PORTERO – Gran Malbec – 2016

La curiosità mi ha spinto ad assaggiare il vino prodotto da Nicolas Burdisso, grande campione della gloriosa Inter.

Tra i tre proposti, Malbec 2017, Riserva 2017 e Gran Malbec 2016, ho preferito quest’ultimo in quanto offre maggiore equilibrio ed eleganza. Le uve da cui si ottiene questo vino sono prodotte da viti giovani, piantate nel 2008. La fermentazione avviene dapprima grazie a lieviti indigeni e poi portata a compimento con l’inoculazione di lieviti selezionati. L’affinamento prosegue in grandi botti di rovere di primo e secondo passaggio dove il vino riposa per almeno 12 mesi.

Ne esce un vino morbido, di gran corpo e struttura, con un finale persistente. Al naso sono chiaramente percepibili i sentori di frutta rossa matura e in bocca setosi tannini e una buona acidità riportano questo vino nel suo giusto equilibrio. Davvero un gran vino!

 

PACHAMAMA – Malbec – 2015

Qui ci troviamo nel cuore della Provincia del Salta, ossia nella parte Nord-Ovest dell’Argentina, al confine con il Cile, in pieno territorio andino, dove le viti sono piantate ad altitudini estreme.

Di questa zona si sono innamorati due enologi, l’italiano Roberto Cipresso e l’argentino Rafael Domingo, che hanno provato a produrre un vino utilizzando uve provenienti da viti piantate in alta quota. Hanno deciso di chiamare il loro prodotto “Pachamama”, ossia “Terra Madre” nell’idioma indigeno locale.

Il malbec che è utilizzato per produrre questo vino è coltivato a 2000 mt/slm e per questo nel corso degli anni ha sviluppato delle caratteristiche sue molto particolari, non fosse altro per la capacità di adattarsi alle basse temperature e all’alta quota. La bassa resa delle vigne permette una produzione molto limitata che si aggira intorno a poche migliaia di bottiglie, non di più.

L’uva raccolta a piena maturazione fermenta grazie ai lieviti indigeni e il vino così prodotto affina successivamente in barriques di rovere francese per almeno 12 mesi.

Al naso spiccano subito i sentori terziari di spezie, vaniglia e pepe bianco su tutte, tipiche dell’affinamento. Non tarda però a farsi sentire la frutta rossa matura. Buon equilibrio ed eleganza caratterizzano questo vino che in bocca si fa quasi pastoso e molto persistente.

 

E come ogni festa che si rispetti non poteva certo mancare la musica: una chitarra acustica e delle percussioni, in perfetto stile argentino, hanno accompagnato questa grande degustazione di malbec nelle sue numerose interpretazioni.

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