Un balcone sul mare

Sulle colline proprio alle spalle di San Benedetto del Tronto vive una piccola realtà vinicola a carattere familiare che produce solo tre tipologie di vino, ma tutte e tre degne di particolare attenzione.

Ho scoperto i Vigneti Bonaventura l’anno scorso in occasione della prima edizione di “Best Wine Stars”, l’ho ritrovata in un paio di altre manifestazioni meneghine, e nuovamente in questi giorni sotto i portici della Rotonda di Via Besana.

Volto dell’azienda è Andrea che si occupa principalmente della parte commerciale. Anche quest’anno ci siamo ritrovati come fossimo due vecchi amici, con la voglia di vederci e di chiacchierare di vino: attenta la sua accoglienza e a me personalmente fa un po’ specie che mi riconosca tra i tanti che affollano la sua postazione e mi saluti sempre con affetto.

Il vigneto si estende per otto ettari nelle quali si alternano la coltivazione di varietà locali, che poi vengono vinificate all’interno dell’azienda, con quelle internazionali, come ad esempio chardonnay, cabernet sauvignon, petit verdot, che vengono invece conferite ad altre realtà; tutte sempre e comunque prodotte nel pieno rispetto del territorio. Le moderne tecnologie di cantina e l’attenzione per ogni singolo passaggio della vinificazione consentono che il loro vino sia certificato biologico.

La cura dell’uva è particolarmente attenta nel delicato momento del raccolto. Prima di tutto aspettano che il frutto sia giunto a completa maturazione e quindi procedono con una vendemmia che viene fatta manualmente, nel rispetto della pianta e dell’acino che giunge intatto in cantina dove viene subito selezionato e lavorato.

Il vino affina in barriques o in vasche d’acciaio prima di essere imbottigliato, sempre a temperatura e ossigenazione controllata. Nella cantina ipogea – dove per natura la temperatura rimane costante – matura poi fino alla commercializzazione.

Ovviamente questo attento lavoro ha dato i suoi frutti. Tre sono i vini prodotti, due bianchi – ma che forse sono anche tre – e un rosso, tutti iscritti nella Offida DOCG.

Ancrima” Offida Passerina DOCG: un bel giallo paglierino, con riflessi dorati; al naso sprigiona aromi di fiori freschi e frutta a polpa bianca leggermente acerba. Ed è proprio questa acidità che, unita alla sapidità, caratterizza la beva; l’ingresso in bocca è tagliente, ma piacevole e persistente la sua permanenza.

Bakchai” Offida Pecorino DOCG: alla vista si presenta subito come un vino intenso e importante. Il suo colore paglierino carico fa presagire una vasta gamma di sentori che ricordano la frutta a polpa gialla come le susine e le nespole. In bocca i sapori sono più decisi e si percepiscono chiaramente gli aromi della macchia mediterranea come la salvia e la menta. Molto elegante e persistente la beva. Del percorino producono anche una versione barriccata, una limitata produzione ma molto particolare. Qui menta e salvia lasciano il passo ad aromi balsamici più importanti che virano addirittura verso l’eucalipto, ma certamente ammorbiditi dalla vaniglia e dagli altri sentori che le barrique di primo passaggio cedono soprattutto ai vini bianchi.

Maancrie” Offida Rosso DOCG: un blend di montepulciano e cabernet sauvignon dall’intenso rosso rubino.  Qui i frutti rossi maturi non stentano a farsi sentire. Al suo ingresso in bocca si presenta subito come un vino importante, di corpo. Del resto trascorre ben trenta mesi in barrique di rovere francese acquisendo una importante nota balsamica e speziata, che vira fino agli aromi di tostatura. Lunga, ovviamente, la sua persistenza in bocca.

E poiché anche l’occhio vuole la sua parte, un cenno è doveroso sia per i nomi di questi vini sia per le loro bottiglie: per i vini bianchi è stata scelta una bottiglia alta e stretta, del tipo alsaziana, ma ancora più slanciata; mentre per il rosso, una più classica borgognotta. Quanto ai nomi invece, essi riportano ai componenti della famiglia Bonaventura e in particolare ad Andrea, Massimiliano e Cristina presente e futuro dell’azienda.

 

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