Dove eravamo rimasti?

L’ultima degustazione prima della pausa estiva Fisar Milano l’ha interamente dedicata al vino bianco dell’estate: il vermentino, compagno di bevute in riva al mare nelle giornate più calde.

Questo vitigno si coltiva sulle coste del Mar Tirreno, a partire dalla Riviera Ligure di Ponente, per giungere a quella parte della Toscana che confina con il Lazio, senza tralasciare la Sardegna e la Corsica: diverse regioni, diversi suoli e quindi diverse espressioni.

Il vermentino si trova particolarmente a suo agio sulle coste mediterranee in quanto è una pianta che non richiede molta acqua perché ha radici profonde in grado di accedere spesso e volentieri direttamente al mare. Ama molto il vento che soffia in queste zone e che tiene asciutto il grappolo evitando la formazione di muffe, che quasi mai diventano “muffa nobile”; e non ultimo apprezza lo iodio che il vento ha con sé e che si posa sugli acini arricchendoli di un prezioso e caratteristico sentore salmastro.

Il suolo calcareo, come quello che troviamo nello spezino, produce vini freschi e strutturati, con sentori fruttati e di macchia mediterranea. Nel corso della serata abbiamo degustato il “Costa Marina, Colli di Luni Vermentino DOC, Ottaviano Lambruschi, 2018”, ottima espressione di questo territorio. Mi ha colpito subito per la prepotente nota minerale e di idrocarburi che si percepisce alla prima olfazione. Il vino, che viene prodotto con uve provenienti da vigneti che hanno superato la trentina d’anni, ha una bella struttura e una consistente acidità. Ho trovato particolarmente interessante il finale di bocca dall’amaro sapore di mandorla.

Troviamo invece un terreno argilloso e calcareo in Corsica, in quella zona inscritta nella AOP Patrimonio che si affaccia sul mare. Qui il Domaine de Catarelli produce un vermentino – vendemmia 2018 – dai sentori di fiori bianchi e di frutta dalla polpa gialla, con note di erbe aromatiche come salvia e basilico. La caratteristica mineralità qui vira sui sentori della grafite. La bottiglia di vetro trasparente, personalizzata con lo stemma di famiglia, ci anticipa un vino giallo paglierino, perfettamente limpido e trasparente.

Approdando in Sardegna, e precisamente in Gallura, dove il vermentino è il re indiscusso, troviamo anche qualche piccola “chicca” come il “Sciala, Vendemmia Tardiva, 2016” iscritto nella DOCG vermentino di Gallura e prodotto dalle cantine Surrau. Questo vino si caratterizza per intensi aromi di frutta a polpa gialla e di frutta tropicale, uniti a quelli di agrumi canditi. La fermentazione di parte delle uve in botti di rovere francese non tostate conferisce sentori burrosi e di pasticceria oltre che i riflessi dorati al già intenso giallo paglierino.

Ma non è finita qui. Il pannel di degustazione comprendeva nove vini equamente suddivisi tra le tre regioni sulle quali si è voluta focalizzare l’attenzione. Ripropongo qui sotto le altre etichette, rimandando ad altra sede il loro racconto.

Clos Poggiale, Corsica Bianco AOP, Domaine Terra Vecchia, 2018

Sérénité, Corsica Bianco AOP, Domaine Perlongo, 2018

Vermentino, Riviera Ligure di Ponente DOC, Terre Bianche, 2018

Giardino dei Vescovi, Vermentino Colli di Luni DOC, Giacomelli, 2017

Azzesu, Vermentino di Sardegna DOC, Ledda, 2017

Vign’Angena, Vermentino di Gallura DOCG, Capichera, 2017.

 

Che dire? Una gran bella degustazione! Nove vini di carattere, nove vini molto diversi tra loro, accumunati però dalla freschezza della beva e dall’elevato grado alcolometrico che rende questo eccezionale vino bianco piacevolmente godibile nelle calde serate estive così come nelle più fredde giornate invernali.

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