Il terroir

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sul termine “terroir”; una parola francese che rende forbito il nostro parlare e che dà lustro al nostro sapere ma che spesso viene usata in modo errato.

Qui ne analizzeremo la stretta connessione che ha con la coltivazione della vite e la produzione del vino, in quanto sono gli argomenti che ci stanno principalmente a cuore, ben sapendo che può essere adattato, cambiando solamente i fattori, a qualsiasi altro tipo di coltivazione o di allevamento.

 

Prima di tutto la parola “terroir” non va intesa, o tradotta, nel senso stretto del termine con “terreno” o “territorio” ma è molto più ampia e racchiude in sé anche – e soprattutto – fattori geologici e ambientali, nonché umani.

 

Il suolo e il sottosuolo ci conducono all’analisi degli elementi geologici che caratterizzano il terreno nel quale è allevata la vite e di conseguenza la tipologia delle sostanze chimiche che essa naturalmente assorbe come nutrimento.

La posizione geografica indica non solo l’altitudine del vigneto, ma la sua esposizione, il rapporto tra le ore di luce e quelle di buio, il tempo in cui il vigneto è esposto ai raggi del sole e la loro intensità; la presenza di specchi d’acqua e la loro dimensione; la vicinanza di catene montuose e la loro altitudine.

Il clima racchiude in sé altri e numerosi fattori come ad esempio la quantità media delle precipitazioni annuali, le temperature medie stagionali, l’ampiezza dell’escursione termica tra giorno e notte e tra estate e inverno; il grado di umidità oppure l’esposizione e l’intensità dei venti.

 

A questi elementi la moderna letteratura di settore aggiunge anche il “fattore umano”, ossia le tecniche utilizzate in vigna, come ad esempio la tipologia dell’impianto e la sua cura; le tecniche di cantina come la vinificazione e l’affinamento. Infine non vanno tralasciate le modalità di commercializzazione e consumo: pensiamo a questo proposito alle differenti linee di prodotto e alla loro diversa collocazione sul mercato.

Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva,
si gusta, si sorseggia e… se ne parla.

Edoardo VII (1841 – 1910)