Nebbiolo

 

Il nebbiolo è il vitigno per eccellenza del Piemonte, diffuso soprattutto nella zona delle Langhe e nell’Albese.

L’etimologia del nome rimanda sostanzialmente al fatto che sull’acino maturo si forma uno spesso strato di pruina che fa sembrare gli acini coperti dalla nebbia. Una seconda ipotesi invece richiama il tempo della vendemmia che è tardiva rispetto agli altri vitigni della zona, che coinciderebbe quindi con le prime nebbie.

E’ un vitigno abbastanza delicato e facilmente attaccabile dallo iodio, meno dalla botrite: tuttavia predilige ambienti asciutti.

Esistono tre biotipi principali: lampia, michet e rosè.

Il grappolo è di forma piramidale, alato e di medio-grande dimensione. l’acino è di media dimensione e di un colore violaceo e, come si diceva più sopra, ricco di pruina.

E’ presente in purezza o combinato nelle DOCG Barolo, Barbaresco e Gattinara; nelle DOC Boca, Bramaterra, Fara, Carema, Gemme, Lessona, Nebbiolo d’Alba, Roero e Sizziano.

Il nebbiolo da origine a vini di spessore e carattere, a volte anche austeri. Il loro colore è riconducibile alle tonalità del rosso rubino con riflessi granato. Gli aromi percepiti sono di frutta di bosco, violetta, tabacco, cuoio e spezie.

 

Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva,
si gusta, si sorseggia e… se ne parla.

Edoardo VII (1841 – 1910)