Nerello Mascalese

Il Nerello  Mascalese è il vitigno più diffuso sulle pendici dell’Etna.

L’etimologia del nome va ricercata nel colore della buccia, particolarmente scuro, così come dalla zona della sua presunta provenienza, la piana dei Mascali, situata in provincia di Catania, tra le falde dell’Etna ed il mare.

La sua coltivazione è data così in là nel tempo che non è difficile trovare viti a piede franco, figlie dell’antico allevamento a propaggine, ormai in disuso da tantissimi anni. In questa zona il Nerello è coltivato anche ad alberello su quei terrazzamenti che strappano al vulcano zone coltivabili anche ad alta quota.

Il grappolo ha forma conica, abbastanza allungato, dotato di ali ed è compatto. L’acino, di colore bluastro, ha medie dimensioni e la buccia è ricca di pruina. La vigoria è piuttosto elevata soprattutto quando è coltivato ad alberello. Dato il terreno impervio nel quale viene coltivato, è difficile trovare grandi allevamenti così come gli impianti delle viti geometricamente costituiti. Le uve maturano tardivamente.

Il Nerello Mascalese concorre alla formazione, in uvaggio, di numerose Doc della Sicilia, come ad esempio, Alcamo, Marsala e Contea di Sclafani. Viene utilizzato per l’80% nella formazione della Doc Etna Rosso. Si può anche trovarlo vinificato in purezza.

Il Nerello Mascalese da origine a vini dal colore rosso carico, con profumi di frutti rossi, di spezie e di viola. Ha un sapore caldo e asciutto.