Sangiovese

Il Sangiovese è uno dei vitigni maggiormente diffusi in Italia, occupando il 10% della superficie vitata.

La sua coltivazione è prevalentemente diffusa sull’Appennino tosco-emiliano, tra Emilia, Toscana, Marche e Umbria, con importanti produzioni anche in Campania e Calabria.

Incerta è l’etimologia del nome che parrebbe risalire all’epoca etrusca, sanguis Jovis, proprio per il colore rosso intenso del vino che ne deriverebbe.

Solo nell’ultimo secolo è stato possibile fare un po’ di ordine nei numerosi biotipi di questo vitigno, classificandoli di fatto in due grossi gruppi in base alle dimensioni dell’acino: Sangiovese Grosso e Sangiovese Piccolo.

Il grappolo ha una forma cilindrico-piramidale, compatto con due ali. La sua dimensione, come pure quella dell’acino, dipendono dal biotipo di appartenenza (piccolo o grosso).

Il Sangiovese giunge a maturazione tra la fine di settembre e i primi di ottobre conformemente alla posizione pedoclimatica.

Il vitigno Sangiovese rientra in un centinaio di Doc e in otto Docg: Chianti, Brunello di Montalcino, Carmignano, Vino Nobile di Montepulciano, Montecucco Sangiovese, Morellino di Scansano, Val di Cornia Rosso, Suvereto.

I vini a base Sangiovese sono spesso molto diversi tra di loro e le loro caratteristiche dipendono principalmente dal tipo di vinificazione al quale sono stati sottoposti. Se vinificato in acciaio dà origini a vini freschi, fruttati, leggeri e supportati da una buona acidità. Se invece vi è affinamento in botte, il vino diventa più speziato, robusto e armonico, longevo nel tempo.

 

Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva,
si gusta, si sorseggia e… se ne parla.

Edoardo VII (1841 – 1910)