Vespolina

Il vespolina, o la vespolina, è un vitigno originario del Piemonte che fino al XVII secolo era molto diffuso anche nella zona dell’Oltrepo’ Pavese. L’epidemia della fillossera ridusse drasticamente i suoi impianti, anche perché l’innesto sulla vite americana non diede subito dei frutti apprezzabili. Questo limitò notevolmente il reimpianto dei filari.

Le origini del suo nome sono da ricercarsi nel fatto che quando giunge a piena maturazione è un’uva molto dolce e particolarmente gradita alle vespe, che se ne nutrono in abbondanza. Questo fattore, unitamente al fatto che è un vitigno molto delicato e facilmente attaccabile dalle malattie crittogamiche, ha fatto sì che in molte zone venisse sostituita con la più resistente e generosa barbera.

Attualmente è un vitigno raccomandato in Piemonte, anche se ve ne sono tracce anche nell’Oltrepo’ Pavese dove è meglio conosciuta con il nome di Ughetta. È vinificata in purezza solo nella zona di Gattinara e nel novarese. Concorre alla formazione delle Doc Boca, Bramaterra, Colline Novaresi, Coste del Sesia, Fara e Ghemme.

Da un punto di vista ampelografico, il grappolo risulta compatto, allungato, non particolarmente piccolo. L’acino è di media grandezza, la buccia è di colore scuro, quasi nero ed è poco sottile. Questo fatto, unito alla scarsa presenza di pruina, rende gli acini facilmente attaccabili dalle malattie crittogamiche. Predilige terreni soleggiati e freschi.

Quando viene vinificata in purezza dà origine a vini da colore rosso rubino carico, molto profumati con sentori di fiori e spezie; il corpo è leggero.

Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva,
si gusta, si sorseggia e… se ne parla.

Edoardo VII (1841 – 1910)