Degustazione Champagne Grand Cru Marguet

Una bellissima degustazione si avvicina, Lunedì 18 Marzo ci sarà l’occasione di scoprire gli Champagne Marguet.
Potrete comparare i Blanc de Blancs provenienti dai villaggi di Avize, Chouilly insieme agli assemblaggi (Chardonnay e Pinot Nero,) vitati a Bouzy ed Ay. A seguire, alcuni fra i più apprezzati lieux-dit prodotti da questa piccola ma emozionante cantina: Les Crayers e Les Bremonts.

Ultimi posti disponibili!
Prenotazione obbligatoria: Messenger / e-mail (info@lavinotheque.it) / cellulare (334 798 1150)
Costo dell’intera degustazione: euro 65

Champagne Party! – Sogno di una notte di mezza estate

Per rinfrescare le caldi notti d’estate, proponiamo una serata all’insegna delle supreme bollicine di champagne da sorseggiare in compagnia.

Degustazione di 5 Champagne tutti da scoprire!

Vi diamo solo due indizi: uno sarà un misterioso ed audace rosé e  l’altro l’elegante Blanc del blancs di Ruinart!

Durante l’evento potrai acquistare a €20 un biglietto della champagnelottery e concorrere all’estrazione di un fantastico Champagne Cristal del 2009.

Fleury, il sogno della biodinamica nel sud della Champagne

Il re dei vini è uno dei prodotti più diffusi al mondo e la sua fama lo precede. Le grandi maison puntano a non sbagliare un colpo proponendo versioni che non sconvolgano il palato dei seguaci.

Complice la maggiore attenzione verso la riqualifica e il rispetto del bistrattato terreno champenoise, negli ultimi anni le cose stanno cambiando, soprattutto tra i piccoli vignerons.

È ormai noto che una viticoltura più attenta restituisca in maniera più onesta una delle peculiarità  di quello che ha fatto grande la Champagne: il terroir.

Négociant Manipulant della Côte de Bar nell’Aube (zona vocata alla coltivazione di Pinot nero), nella parte più meridionale della Champagne, Fleury fu uno dei primi a passare a un regime biodinamico.

L’azienda fu fondata nel 1895 da Emile il quale iniziò piantando ceppi di Pinot innestati su vite americana dopo l’avvento distruttivo della fillossera. Nel 1962 con l’arrivo di Jean Pierre a guidare l’azienda vengono introdotti sistemi biologici per poi passare alla biodinamica nel 1989. Oggi è affiancato dai tre figli che proseguono nella continua ricerca di innovazione, portando avanti la filosofia dell’ “art d’être naturel”.

Con Alessandra (che mi ha aiutato a completare questi appunti di degustazione mentre mi perdevo in enoiche contemplazioni) abbiamo provato al Vinodromo quattro calici di personalità.

Blanc de Noirs Brut (Pinot nero) – 8 g/l di residuo zuccherino

Da viti di 25 anni. Nel calice un giallo paglierino brillante e carico, il perlage è fine e persistente. In bocca buona struttura e un’ acidità che spicca, il finale sorprende con la sua persistenza. L’affinamento in legno è stato riservato esclusivamente al liquer d’éxpedition.

Notes BlancheBrut Nature, Blanc de Blancs, 2011 (Pinot bianco)

Una vera chicca da vigne in media di 25 anni dentro una bottiglia trasparente. Paglierino cristallino, colpisce l’olfatto per la sua intensa mineralità di pietra focaia, a cui si aggiungono note di frutta agrumate. Da bravo “pas dosé” si distingue per l’evidente freschezza.

“Bolerò” blanc de noirs, extra brut 2006 (Pinot nero), 3,8 g/l di residuo zuccherino

Da viti di 25 anni. Il 30% fa un passaggio in botti di rovere. Un capolavoro nel calice a partire dai riflessi rosati di un’indefinibile tonalità ambrata, perlage fine  è che non si penne. Al naso intensi i sentori di miele di castagno, liquirizia, frutta secca (mandorla dolce fra tutti), boisée. All’assaggio ha un buon corpo, bilanciate la freschezza e la sapidità, termina con un finale dalla lunga persistenza.

Robert Fleuryextra brut 2005 (Pinot nero 35%, Chardonnay 25%, Pinot bianco 28%, Pinot Meunier 12%), 4 g/l di residuo zuccherino

Unico prodotto da assemblaggio dell’azienda. Solo metà del Pinot nero fa un passaggio in botte. Inizialmente esita un po’ a rivelarsi, la bollicina pare sottotono. Dopo qualche minuto nel calice, diventa diretto e intenso al naso con sentori di miele e boisée. Le bolle riempiono la bocca veicolando i profumi percepiti al naso.

Ottima panoramica di 4 espressioni diverse di una stessa zona… la Champagne è sempre là, pronta a sorprenderci.