Jason, Il Macedone. @ Vinello A Milano

Quello di Jason Ligas è un nome che per gli appassionati di vini naturali non necessita di alcuna presentazione. Liquidi profondi, sfaccettati, tridimensionali. Fotografie senza filtri di una terra mitologica come il Nord della Grecia, e dei suoi antichi vitigni autoctoni, quali Assyrtiko, Roditis e Xinomavro. Sabato 12 Gennaio, dalle 20 alle 22, in occasione della sesta edizione di “Io bevo così”, avremo la possibilità di avere Jason da Vinello, per approfondire con lui diverse tematiche, tra cui quella della permacultura, ed assaggiare i suoi poliedrici nettari, in una panoramica di rara profondità. In particolare, berremo:

– Assyrtiko Maison
– Roditis
– Moschomavro
– Roditis Barrique
– Bucephale
– Bonus Track

Possibilità di effettuare due percorsi degustazione:

– Percorso “breve”, che al costo di 30 euro prevede l’assaggio di 5 vini di Jason, senza la rara bonus track.

– Percorso completo(caldamente consigliato)che al costo di 35 euro prevede l’assaggio di tutti i vini in degustazione.

Un viaggio ancestrale, assolutamente imperdibile. Gradita la prenotazione, tramite facebook o al numero 0236561946.

Pane, alici e Bamboo Road

Tre metri sopra il mare ci sono le vigne da cui nasce “Bamboo Road”. Al confine tra la Liguria e la Toscana questo vino racchiude il mare, i profumi della campagna e un’eredità emiliano-romagnola data dai vitigni con cui è prodotto, a parte il vermentino che sottolinea l’anima ligure-toscana, ci sono la malvasia di Candia aromatica, l’albana e il trebbiano.

Li abbiamo incontrati a Golosaria Stefano Legnani e la moglie, una piccola realtà vinicola tra le più o meno grandi presenti alla manifestazione. Assaggiamo il loro Vermentino “Ponte di Toi” che già versato nel calice preannuncia e conferma una di quelle bevute che piacciono a me. Ma è il secondo assaggio, il “Bamboo road” con il suo nome zen-rock che mi convince a portarne una bottiglia da “studiare a casa”, soprattutto quando mi si accenna all’ abbinamento ideale: pane, burro e alici.

Soprassiederò sul fatto che potrei scrivere un trattato su questa semplice e spartana pietanza che nei miei ricordi d’infanzia diventa un crostino di pane tiepido con spalmato un burro ammorbidito e schiacciato con le gustose alici sott’olio del Mar Ligure. Servito come aperitivo nei momenti di festa è diventato ora un lusso per il mio palato.

Decido così di celebrare questo vino schietto e di qualità con un accompagnamento che gli fa onore e il perché è presto detto. “Bamboo road”, il cui nome deriva dalle recinzioni che costeggiano il vigneto, è dorato nel calice quasi con riflessi rosa antico, si distingue per la vena salmastra di iodio che si sprigiona all’olfatto e che prosegue al palato persistendo insieme ai profumi di fiori ed erbe di campo che compaiono in retro-olfattiva. Non può esserci abbinamento più armonico ed evocativo.

La lavorazione dei loro vini, ci spiegano, è mirata a esaltare il più possibile il vitigno e data questa premessa non è nel loro interesse che un vino sia uguale all’altro nelle diverse annate. La natura fa il suo corso e il vignaiolo in cantina fa del suo meglio per interpretarla e guidarla nella trasformazione. I vitigni vecchi di 50/60 anni sono quelli che i contadini della zona utilizzavano un tempo e che venivano vinificati a piena maturazione con una bassa acidità. Tecnica ripresa anche da Legnani che si avvale dell’assaggio per capire e decidere quando è il momento buono per vendemmiare.

La vinificazione viene fatta aggiungendo a una pied de cuve di vermentino il resto delle uve diraspate, dopo di che la fermentazione si avvia spontaneamente e a contatto con le bucce, senza controllo delle temperature e in acciaio. I travasi sono tre: uno dopo la fermentazione, uno a fine anno e uno prima dell’imbottigliamento.

La cantina si trova nella frazione di Badia, a Sarzana. Stefano Legnani è bolognese di nascita e dopo varie peripezie si trova in Liguria, terra natia della moglie Monica a coronare il suo sogno vinicolo ispirandosi alla sua passione per i vini sloveni che fanno macerazione sulle bucce. Di proprietà hanno un ettaro piantato a vermentino da cui ricavano il Ponte di Toi, mentre il resto delle vigne appartengono ai contadini della zona che le mettono loro a disposizione di modo che la pura e genuina tradizione non venga mai dimenticata.

Bevo per scrivere… o scrivo per bere?

VAN Vignaioli Artigiani Naturali – Degustazione

47 produttori di vino naturale provenienti da tutta Italia, Slovenia e Spagna con oltre 200 vini in degustazione animeranno l’ottava edizione di VAN la fiera dei Vignaioli Artigiani alla Città dell’Altra Economia di Roma.

Sabato 10 e domenica 11 novembre, due giorni per conoscere cosa sono i vini naturali, per avvicinarsi al loro mondo e per confrontarsi direttamente con i produttori e le loro peculiarità.
Quelli in degustazione, saranno vini non solo bevuti ma anche raccontati, che porteranno con sé le storie e l’umanità che fanno del vino naturale un incontro di vite e sapienza artigiana.
Vini provenienti da luoghi e territori a volte poco conosciuti, realtà spesso a conduzione familiare, con una grande passione per il proprio lavoro ed un’etica che si traduce nel rispetto dell’ambiente sia in vigna che nella vita di tutti i giorni.

I vini esposti a VAN si distinguono per tre caratteristiche: sono vini naturali, di vignaioli e prodotti con lavorazioni artigianali.
Vini genuini ottenuti da uve raccolte manualmente, da agricoltura biologica o biodinamica, unicamente da fermentazioni spontanee e senza aggiunte di alcun additivo o coadiuvante enologico di vinificazione, maturazione e affinamento.
Sono vini sinceri dalle radici ai frutti, per il palato e per il cuore, forti testimoni delle variegate tradizioni vinicole italiane e di un mercato possibile in espansione. La fiera sarà un’occasione per degustare e acquistare direttamente dai produttori.

La genuinità sarà ricercata anche negli stand di prodotti biologici che accompagneranno la degustazione, tra gli altri, segnaliamo dall’Abruzzo Gregorio Rotolo con i suoi formaggi e Paolo Lu Cavalire con Olio evo e peperoncini, dalla Campania La Donzelletta con Nocciole, cipolle e tutti I prodotti della terra, dal Lazio Marco Moscatelli e le sue erbe selvatiche. “Porthos racconta” sarà presente con i suoi libri dedicati ai vini naturali.

Degustazione e vendita diretta di vini naturali e prodotti dell’agricoltura biologica.
Sabato 10 novembre dalle 11 alle 20
Domenica 11 novembre dalle 10 alle 19

Ingresso compreso 1 calice: 1 giorno 15 € / 2 giorni 22€
Città dell’Altra Economia ex Mattatoio Testaccio, Largo Dino Frisullo ROMA

La fiera è anche occasione di incontro tra gli associati V.A.N. che confermano i requisiti dei loro vini naturali: Vini ottenuti da uve da agricoltura biologica o biodinamica anche autocertificata, raccolte manualmente, prodotti unicamente da fermentazioni spontanee (senza lieviti o batteri aggiunti) con un contenuto in solforosa totale all’imbottigliamento di max 40 mg/l, indipendentemente dal tenore di zuccheri residui. Vini ottenuti senza l’aggiunta di alcun additivo o coadiuvante enologico in vinificazione, maturazione e affinamento e senza trattamenti fisici brutali e invasivi (osmosi inversa, filtrazione tangenziale, pastorizzazione, criovinificazione o termovinificazione, filtrazione sterilizzante, ecc.).

Inoltre, a tutela della trasparenza verso i clienti finali, tutti i firmatari della carta d’intenti V.A.N. e i viticoltori partecipanti alle fiere, debbono accettare implicitamente la possibilità che i loro vini vengano sottoposti ad analisi per determinare il livello di SO2 totale ed eventuale residui di fitofarmaci.

Ufficio Stampa: vignaioliartigianinaturali@gmail.com 

www.facebook.com/vignaioliartigianinaturali
www.vignaioliartigianinaturali
info@vignaioliartigianinaturali.it 

L’evento è organizzato da V.A.N. e OLTRE Coop Soc
in collaborazione con Città dell’Altra Economia – CAE

#vignaioliartigianinaturali

Torino Beve Bene 2018

Quarta edizione di Torino Beve Bene! Anche quest’anno oltre sessanta produttori di vino naturale, provenienti da tutta Italia e dall’estero, proporranno al pubblico di operatori e appassionati le loro bottiglie. Ai banchi d’assaggio sarà possibile degustare centinaia di etichette, oltre a diverse specialità gastronomiche, sempre all’insegna della genuinità e della naturalità.
Appuntamento dunque domenica 21 ottobre al Teatro Espace dalle 12 alle 22!

Entoexperience e Vini Naturali

Nuova serata organizzata da Entonote (Foodlab che crea eventi ed esperienze sugli insetti commestibili) e Vinai

🍷 Accompagneremo il menu di una Entoexperience con una selezione ad hoc di vini naturali e artigianali 🦗🐛🍷

👉🏻 Pochi posti disponibili. Prenotazione obbligatoria scrivendo una mail a entonote@gmail.com

€ 60 + € 10 tessera entonote

👉🏻 Cos’è l’Entoexperience
L’Entoexperience è un percorso di avvicinamento alla scoperta dell’insetto nel piatto attraverso un’esperienza gastronomica e interattiva unica nel suo genere!
​La cena prevede quattro portate, antipasto, primo, secondo e dolce con bevande incluse.
Tutti i prodotti sono di stagione e di ottima qualità, compresi gli insetti!
Ogni menu è diverso dall’altro ed è a sorpresa. Se avete allergie o intolleranze basta specificarlo e noi adatteremo il nostro menu alle vostre esigenze.
NB! È sconsigliata la partecipazione ai soggetti allergici ai crostacei o ai soggetti fortemente allergici in generale

Degustazione vini naturali

Degustazione di vini naturali dell’ azienda vitivinicola AURIEL in Monferrato e dell’azienda agricola AQUILA DEL TORRE dei Colli Orientali del Friuli.

I vini presenti alla degustazione:

AQUILA DEL TORRE
Azienda agricola friulana di Savorgnano del Torre (provincia di Udine) nel territorio di produzione dei Colli Orientali del Friuli, un’area di rara bellezza da sempre vocata alla coltivazione della vite.

VINO IN DEGUSTAZIONE:
AT SAUVIGNON BLANC 2016

AURIEL
Azienda agricola sperduta tra i boschi e i vigneti del Monferrato Casalese, dove gli unici suoni sono quelli dei concerti dei cuculi e delle ghiandaie.

VINI IN DEGUSTAZIONE:
GRIGNOLINO DEL MONFERRATO CASALESE D.O.C. 2016
BARBERA DEL MONFERRATO D.O.C. 2015
BARBERA DEL MONFERRATO SUPERIORE D.O.C.G. 2015

I vini saranno accompagnati da un piccolo buffet di salumi e formaggi dell’Alto Garda Bresciano

PREZZO DEGUSTAZIONE € 15,00
Durante la serata sarà possibile acquistare i vini degustati con uno sconto del 25%, i salumi ed i formaggi del 10%

La Franciacorta che non ti aspetti

Per anni, e forse ancora oggi, il termine Franciacorta è stato per molti sinonimo di Champagne italiano, complice il fatto che zona e tipologia di produzione sono sinonimi, proprio come accade oltralpe.

In Franciacorta si producono spumanti con metodo classico, utilizzando uve chardonnay, pinot nero, pinot bianco e ultimamente è stato ammesso nel disciplinare l’erbamat, vitigno autoctono della zona collinare bresciana.

Il trend dei vini naturali ha però raggiunto anche questo enclave e cominciano a diventare numerose le cantine che decidono di avvalersi di una viticultura moderna, che si rifà completamente al passato, quando le sostanze chimiche non avevano fatto ancora il loro ingresso tra i filari della vite.

Villa Crespia è una di queste realtà che, pur non abbandonando del tutto la viticultura cosiddetta convenzionale, immette sul mercato anche un prodotto completamente innovativo e mi riferisco al loro “Simbiotico”.

Questo spumante è prodotto con uve chardonnay in purezza, piantate in cima ad una collina di origine alluvionale, dove il terreno è poco profondo e ciottoloso e dove la famiglia Muratori ha deciso di coltivare l’uva senza additivi chimici, affidandosi esclusivamente alla natura e alla ciclicità dei suoi elementi. Batteri e microorganismi vivono indisturbati tra le radici della vite fornendone il naturale nutrimento e coadiuvando sole e acqua nella rigogliosa e sana crescita dei grappoli.

Anche nelle attività di cantina la mano dell’uomo è necessaria solo per controllare che gli eventi facciano spontaneamente il loro corso: il mosto fermenta da solo, senza l’aggiunta di agenti lievitanti, in fusti di acciaio dove vi rimane fintanto che sia completato il processo fermentativo. Successivamente lo chardonnay riposa sui propri lieviti per circa 7 mesi, quando viene posto in bottiglia dove affina per due anni.

Nessuna chiarificazione,nessuna filtrazione, nessuna stabilizzazione. “Senza uso di allergeni” recita l’etichetta, un prodotto bio e vegan.

Me l’hanno proposto al “Rosée” un wine bar di ultima generazione, uno di quei posti insomma dove si può bere qualche cosa di anticonvenzionale, pur restando nel centro di Milano.

Rigorosamente servito nel calice a forma di tulipano, quello approvato dal consorzio Franciacorta per intenderci, ad una temperatura molto bassa, ha dato il meglio di sé.

Un perlage fine e persistente, un colore giallo intenso, un profumo freschissimo di tiglio e uno spunto ossidativo che ne ha esaltato la mineralità. E in bocca sembrava non finire più.

Bellissimo modo per finire una lunga giornata lavorativa, quando il traffico della città è ormai lontano e le fioche luci notturne tracciano deboli contorni agli antichi palazzi del centro della mia adorata Milano.

 

* L’immagine di copertina è tratta dal sito di Villa Crespia che si ringrazia per la gentile concessione.

Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva,
si gusta, si sorseggia e… se ne parla.

Edoardo VII (1841 – 1910)

Un Irriverente assaggio

Attirata da un’etichetta bianca dove il tuo nome è scritto come con un filo d’erba. Avevo in mente altro per la mia cena ma ho trovato te: l’irriverente

Sono a tavola con “Lirriverente, Igp Terre Siciliane” un catarratto in purezza di Animacorale che ancora non è una vera cantina ma di certo è un bel progetto.

Cos’è Animacorale? 

“È una comunità che lavora con il cuore” questa è la risposta quando si chiede a chi fa parte del progetto il significato del nome.

A Bagheria in provincia di Palermo, Padre Salvatore Lo Bue fonda anni fa la comunità terapeutica per il recupero dei tossicodipendenti che negli anni amplia il suo raggio di aiuto a minori e donne vittime della prostituzione. I suoi interventi sono talmente efficaci che il comune di Castelvetro lo premia con 88 ettari di terreni coltivabili confiscati alla mafia, dove la comunità decide di destinare 33 ettari ai vigneti e di piantare 5000 piante di ulivo per 42 ettari.

L’incontro tra il vignaiolo Francesco Guccione e la Onlus Casa dei giovani nasce con l’intento di aiutare il reinserimento dei giovani attraverso il loro impegno nella produzione locale. I ragazzi sono coinvolti in tutta la produzione e parte del ricavato remunera il loro lavoro oltre a coprire i costi di produzione, mentre il restante è destinato alla costruzione di una cantina dove poter eseguire le operazioni di vinificazione, che per il momento vengono eseguite in quella di Guccione a Valle del Belice.

La coltivazione è destinata a uve autoctone bianche vinificate in rigorosa purezza con metodi naturali che danno vita a 4 etichette i cui nomi sono ispirati alle persone che portano avanti l’iniziativa. Lirriverente da uve catarratto, l’eretico da grecanico, il visionario da inzollia, l’audace da grillo e uno speciale Vino del miracolo prodotto in 3000 bottiglie sempre da uve grillo, è dedicato a Padre Salvatore. 

Chi è l’irriverente?

Mi aspettavo il solito giallo paglierino e invece è arancione, quasi mogano, come le foglie d’autunno. Profumi di miele e agrumi canditi ricordano un passito ma il sentore di mare dirotta altrove, pieno in bocca ancora un po’ confonde, per un momento sembra dolce ma quella freschezza che pulisce tutto non mente sul suo essere tutto fuorché un vino dolce. Con irriverenza, ha disilluso le attese di quello che mi sarei potuta aspettare da un calice di catarratto.

Di notizie sulla vinificazione non ne ho trovate se non un generico “10 mesi tra botte e bottiglia”, di sicuro c’è stata la macerazione sulle bucce, nessuna filtrazione, forse arriva da una vendemmia tardiva o solo da uve scaldate dal bel sole di Sicilia.

In tavola senza nessun accompagnamento se non una penna per annotare qualcosa, perdendomi nei suoi sapori mi sono venuti in mente i pomodori pachino, quelli belli dell’Isola, dolci e succosi. Poi banalmente, ho pensato a un pesce. Il pesce spada? O un pesce grassoccio e dalle carni più dolci? Da buttarci la pasta dentro o un bel tozzo di pane appena sfornato.

“Per noi è fondamentale la qualità dei nostri vini. Sono vini unici, lontani dal gusto omologato della produzione di massa e, quindi, possono non piacere al primo impatto.

Parole di Valentina Vitale, coordinatrice del progetto. Non piacere al primo impatto? Non è stato questo il caso, mi toccherà assaggiare i restanti se avrò la fortuna di imbattermici mentre cerco altro.

Bevo per scrivere… o scrivo per bere?

Il di vin castello

“Evento zero” recitava l’invito alla manifestazione organizzata entro le mura del Castello di Stefanago; una sorta di prova generale di qualche cosa che esiste da tempo, se non nella forma, almeno nella sostanza.

La famiglia Baruffaldi ha spalancato le porte di casa agli amici produttori di vini naturali e ha organizzato una bellissima manifestazione aperta ad un pubblico sempre più vasto di appassionati.

In tanti abbiamo valicato l’importante cancello che apre all’ultima faticosa salita dotati di un calice e di una tasca come si conviene nelle manifestazioni serie, quelle insomma in cui ti serve la mano destra per reggere la penna e la sinistra il taccuino.

La fatica dell’ultimo pendio fatto a piedi e i numerosi chilometri percorsi in macchina su strade, che in alcuni tratti si faticava a chiamare tali, è stata prontamente ripagata dal panorama mozzafiato a 360° sulle colline dell’Oltrepo’ pavese e dalla qualità dei vini in degustazione.

I produttori presenti erano per la maggior parte provenienti dalle zone limitrofe, ma grazie alla collaborazione con Radici Natural Wines, uno tra i maggiori distributori di vini naturali, anche le regioni geograficamente più lontane sono state ben rappresentate.

Per poter degustare tutto quanto è stato proposto ci sarebbero voluti non meno di un paio di giorni, quindi ho dovuto, purtroppo, selezionare. Nonostante questo la giornata è stata davvero impegnativa e provvidenziali sono stati i due punti di ristoro allestiti sul belvedere: salumi e formaggi locali di ottima qualità l’hanno fatta da padroni.

Le prime persone che ho incontrato all’interno del salone dove era stato allestito l’evento, sono stati proprio i padroni di casa, Giacomo Baruffaldi, il volto più noto, quello che il vino lo racconta, e suo fratello Antonio, l’enologo, il più schivo dei due, quello che lo fa.

La selezione l’ho fatta già a partire da loro. Ho tralasciato i superbi spumanti realizzati con metodo ancestrale e il riesling renano, che ho già avuto modo di apprezzare in altre manifestazioni, e mi sono indirizzata su quello che ancora non conoscevo, ossia il “Corti-Giano – Mi stai sulle bucce” e il “Ivan Drago – Ti spiezzo in tre”.

Già i loro “titoli e sottotitoli” parlano da soli, poi ci si mettono pure le etichette che sembra siano state disegnate a mano da un bambino.

“Corti-Giano – Mi stai sulle bucce” è un vino fermo, dal colore rosa buccia di cipolla, che già ci preannuncia una rifermentazione sulle sue fecce nobili. La base è un vino fuori zona, un cortese, che è coltivato nella tenuta secondo i rigorosi dettami dell’agricoltura biologica per la quale ha ottenuto la certificazione.

Per 62 giorni, recita l’etichetta, il mosto sosta sulle proprie bucce per prendere quel meraviglioso colore, quei sentori vegetali e quel poco di tannino, che altrimenti non avrebbe. La mancata filtrazione lo rende poco trasparente, ma proprio in questo è il suo fascino. L’entrata in bocca di questo vino è certamente importante e sembra quasi di masticarlo.

“Ivan Drago – Ti spiezzo in tre” è invece un pinot grigio, anch’esso prodotto nell’azienda e certificato biologico. Fin qui non ci sarebbe nulla di particolare se non che è frutto di uve provenienti da tre vendemmie diverse.

Un primo lotto è raccolto in anticipo, quando gli acini sono ancora acerbi e quindi la loro acidità è elevata. Una seconda parte è raccolta in piena e giusta maturazione. A ciò si aggiungono uve di vendemmia tardiva, ossia quando il loro grado zuccherino è maggiore.

E qui mi fermo. Non voglio svelare nulla di questo fantastico vino. Io l’ho trovato eccezionale e questo basta. Provare per credere, diceva quel tale…

Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva,
si gusta, si sorseggia e… se ne parla.

Edoardo VII (1841 – 1910)

ETNA Fusion: i Vignaioli dell’Etna ospitano i Vignaioli Naturali

Dall’unione della passione per i vini etnei e di quella per i vini naturali nasce “ETNA Fusion, i Vignaioli dell’Etna ospitano i Vignaioli Naturali”.

In Sicilia, a Linguaglossa (CT), due ricche giornate da vivere in compagnia dei vignaioli ai piedi del Vulcano.

ETNA Fusion ci porta alla scoperta di due diverse realtà: i vitigni autoctoni etnei, cresciuti negli impervi vigneti delimitati dalla pietra lavica, e le differenti espressioni di terroir regionali italiani e stranieri rappresentati da vignaioli che producono il vino secondo natura.

I PRODUTTORI DEL “CONTINENTE”

– Andrea Occhipinti (Lazio)
– ARPEPE (Lombardia)
– Azienda Agricola Marco Colicchio (Lazio)
– Azienda Agricola Milana (Lazio)
– Piero Riccardi Lorella Reale Viticoltori (Lazio)
– Cantine Castello di Verduno (Piemonte)
– Ciro Picariello (Campania)
– Damiano Ciolli (Lazio)
– Franco Terpin (Friuli Venezia Giulia)
– Weingut Garlider (Alto Adige)
– Doro Princic (Friuli Venezia Giulia)
– Rocco di Carpeneto (Piemonte)
– Santa Caterina (Liguria)
– Azienda Agricola Stefano Amerighi (Toscana)
– La Graine Sauvagedi Sybil Baldassarre (Laugedoc-Roussillon, Francia)
– Radikon Wines (Friuli Venezia Giulia)
– Thomas Niedermayr – Hof Gandberg (Alto Adige)
– Trediberri (Piemonte)
– Weingut Molitor Rosenkreuz (Rosella – Germania)
– Zidarich (Friuli Venezia Giulia Carso)

Orari
> Domenica 3 giugno – dalle 15 alle 21
> Lunedì 4 giugno – dalle 15 alle 21

Location
Casa San Tommaso
Piazza Ambrogio Gullo, 2
95015 – Linguaglossa (CT)

Info
Tiziana Gallo
338.8549619
info@vininaturaliaroma.com

Evento realizzato da Tiziana Gallo (Vignaioli Naturali a Roma) in collaborazione con il Comune di Linguaglossa.